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Bce taglia i tassi ma delude sull'acquisto dei bond

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Bce taglia i tassi ma delude sull'acquisto dei bond

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La Banca centrale europea ha affossato le speranze di un suo intervento imponente in favore dei paesi dell’area euro in difficoltà, ricordando che finanziare i membri dell’eurozona sarebbe incompatibile con i trattati europei.

L’istituto guidato da Mario Draghi si è limitato a un taglio dei tassi di 25 punti base, in linea con le attese del mercato e in sintonia con l’analogo taglio operato il mese scorso.

Il costo del denaro nei 17 paesi dell’Unione monetaria torna quindi al minimo storico dell’1%, già toccato nella fase più acuta della crisi finanziaria del 2009.

Il motivo di questa decisione – ha spiegato Draghi – è da ricercarsi “nelle tensioni che si sono intensificate sui mercati finanziari e che continuano a rallentare l’attività economica nella zona euro. Di conseguenza – ha aggiunto – le prospettive restano negative e potrebbero peggiorare ulteriormente”.

Un discorso che ha deluso quanti credevano, sulla base dell’intervento di Draghi, la settimana scorsa davanti al Parlamento europeo, che la Bce fosse pronta a comprare in modo massiccio i bond governativi degli stati europei, una volta messe a punto le riforme istituzionali.

Non è così, ha spiegato il numero uno dell’Eurotower, secondo il quale il fondo salva stati e il meccanismo di stabilità permanente che dovrebbe sostituirlo nel 2012 bastano a fronteggiare la crisi.