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Vladivostok: votato Lenin per punire Putin

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Vladivostok: votato Lenin per punire Putin

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Fino a Vladivostok. I russi che non sono riusciti a votare Putin hanno riusumato le spoglie del comunismo anche nella punta più orientale della Russia. In questa città di 600 mila abitanti, dove va a morire la transiberiana, gli elettori hanno votato Lenin per punire Putin.

Vladimir Grishukov, segretario del partito comunista di Primorsky:

“La situazione sociale e economica ha influenzato l’esito delle elezioni.

Rispetto all’epoca sovietica in cui si sono costruiti 1.5 milione di metri quadrati di abitazioni in questi anni se ne sono costruiti appena 400 mila metri quadri.

La società invecchia, l’anno scorso abbiamo avuto 17 mila nascite e 21 mila decessi.

Nei primi nove mesi di quest’anno questa proporzione è stata rispettata.

Anche il flusso delle migrazioni non ci aiuta, la gente va via da qui piuttosto che arrivare”.

Una marea di ragioni che hanno armato il voto della protesta.

Alexei Shilovich, studente:

“Ho votato comunista, non perché creda nel passato ma perché vorrei qualche cambiamento”.

Per l’editorialista russo Vladimir Pozner la luna di miele tra i russi e Putin è finita.

L’editorialista Vladimir Pozner:

“La gente non capisce cosa fa il governo,

dove andiamo, cosa vogliamo, in che futuro possono sperare i nostri figli?

Ma non basta: c‘è il sentimento diffuso di non essere tutelati, se qualcuno vuole prendersela con te non hai via di scampo, i tribunali non sono tribunali, i poliziotti e le forze dell’ordine fanno quello che vogliono.Se uno vuole impossessarsi della tua attività lo fa.

C‘è tutto questo nel calderone e ti senti impotente”

Mikhail Gorbaciov, il presidente della glasnot e della perestroika, va ancora più lontano.

Mikhail Gorbaciov

“Non abbiamo una vera democrazia e non l’avremo fino a quando il governo avrà paura dei propri cittadini, paura di parlare apertamente, di difendere i propri porgetti e le proprie idee”.

Putin resta il politico più popolare di Russia, e sarà sicuramente rieletto nelle presidenziali di marzo, ma la sua stella ha iniziato un declino che sembra inarrestabile.