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Russia: nuove proteste, nuovi arresti

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Russia: nuove proteste, nuovi arresti

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E’ un muro contro muro sempre più evidente quello tra le autorità russe e gli oppositori del Premier Vladimir Putin e del partito di governo Russia Unita, vincitore di elezioni che i detrattori del Cremlino hanno definito una farsa.

I manifestanti continuano a sfidare il divieto di scendere in piazza: la risposta è stata una nuova ondata di arresti. Oltre 200 persone solo a San Pietroburgo.

Fermato, e poi rilasciato secondo i media russi, anche Boris Nemtsov, leader del partito liberale Yabloko.

Ieri inoltre un tribunale di Mosca ha condannato a 15 giorni di carcere anche Alexei Navalny, il più famoso blogger russo, per resistenza a pubblico ufficiale durante le manifestazioni.

Il presidente Dmitri Medvedev, durante un incontro con il Direttore della Commissione Elettorale Centrale, ha indirettamente risposto alle preoccupazioni per le accuse di brogli espresse dal rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton.

“Se gli organismi internazionali hanno rilevato delle irregolarità è un conto” ha detto. “Ma la questione del sistema politico della Russia non li riguarda. Tra poco ci dovremo aspettare che ci dicano come scrivere la Costituzione”.

A sostegno di Russia Unita sono scese in piazza a Mosca migliaia di persone in una contro-manifestazione non autorizzata, come quelle dell’opposizione. Ma le forze dell’ordine non sono intervenute.