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Bilancio greco 2012, il malcontento popolare

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Bilancio greco 2012, il malcontento popolare

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Atene ha approvato in nottata la finanziaria 2012 all’insegna di un’estremo rigore.

Per l’economia greca, al quarto anno di recessione, una piccola speranza: un possibile surplus primario, un avanzo al netto degli interessi sul debito dell’1,1% del Pil.

Troppo poco per consolare i greci:

“Non vedo nessun miglioramento”, dice un funzionario, vittima dei tagli salariali, “non credo più a nulla. Sono tutte favole, sono molto deluso”.

“È molto peggio ora perché la gente non ha soldi”, aggiunge un altro greco, “E quando la gente non ha soldi, non funziona nulla e i negozi chiudono. Le persone devono avere soldi, così il denaro può circolare”.

A ridosso dell’ennesima visita della Troika lunedì, il Parlamento greco ha dato quindi il via libera al programma del governo di Lucas Papademos, necessario per ottenere altri 130 miliardi di aiuti internazionali.

Un voto sofferto che prevede nuovi tagli a stipendi e pensioni e che ha di nuovo scatenato la rivolta per le strade di Atene.