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Mario Monti sotto la pressione della politica

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Mario Monti sotto la pressione della politica

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Traghettare l’Italia e gli italiani fuori dalla crisi economica, ma senza che la nave finisca tra le secche della politica.

A poche ore dalla presentazione della manovra finanziaria “salva-Italia”, Mario Monti si trova a dover verificare la consistenza delle entusiastiche promesse dei partiti che dovranno votare i provvedimenti “lacrime e sangue”.

Il consenso non è unanime. I primi a defilarsi sono stati i sindacati che hanno già proclamato due ore di sciopero per lunedi prossimo.

L’annuncio di Standard e Poor’s di un nuovo possibile declassamento del debito italiano ha chiuso il cerchio, mettendo in imbarazzo lo stesso Monti che si vede già negata la fiducia dalle agenzie di notazione.

“Credo che da parte di S&P sia stata una mossa sbagliata, nella forma ma soprattutto nei tempi” – dice Philip Pullella, corrispondente da Roma dell’agenzia Reuters. “L’italia con Monti non può essere lontanamente paragonata al Portogallo e neppure all’Irlanda di 2 anni fà. Probabilmente aver deciso di mettere sotto osservazione negativa Francia, Germania e con loro mezza euro zona, ha automaticamente finito per penalizzare anche l’Italia”.

Per 7 italiani su 10 la manovra finanziaria presentata da Mario Monti non è affato equa, poteva essere fatta diversamente, ma purtroppo è inevitabile.

Tra i più critici c‘è il popolo del pubblico impiego che ha la sensazione, e non solo quella, di essere considerato dai governi di turno – politici o tecnici che siano – come una sorta di bancomat, da dove prelevare facilmente liquidità.

Enrico Bona, euronews: Per discutere della crisi dell’eurozona e del decreto “salva Italia”, siamo collegati da Roma con il giornalista e analista politico Luigi Spinola. Si calcola che le nuove misure di austerità presentate dal governo Monti avranno un costo medio per famiglia superiore ai 600 euro. Quali saranno le conseguenze per gli italiani, in particolare per le fasce più deboli, come pensionati e lavoratori dipendenti?

Luigi Spinola: Le conseguenze saranno molto pesanti. Queste misure colpiscono alcuni degli elementi fondamentali di stabilità per le famiglie italiane. Questo è un popolo di piccoli proprietari di case e le case saranno tassate in modo molto duro. Sarà colpito un bene rifugio. Vi sarà inoltre una pressione anche sui pensionati che dispongono di pensioni ancora basse, sui mille euro, che non avranno più l’adeguamento rispetto all’inflazione. Più in generale c‘è una sorta di insoddisfazione perché gli italiani si aspettavano dei sacrifici, ma si aspettavano anche una manovra diversa dal solito, meglio ripartita e più creativa.

euronews: Le principali forze politiche che sostengono il governo hanno detto di voler ottenere delle modifiche. I sindacati invece hanno addirittura bocciato la manovra e preannunciato scioperi. La luna di miele con il governo Monti è già finita?

Spinola: La luna di miele è finita, ma questo Monti lo aveva già messo in conto. In realtà, se è stato scelto un governo tecnico è anche perché un governo tecnico è maggiormente in grado di sostenere queste pressioni perché non si deve preoccupare delle loro ricadute elettorali. Dal punto di vista delle forze politiche, sicuramente si lavorerà rapidamente per ritoccare la manovra senza colpire l’entità prevista del risparmio. Quindi ci sarà questo lavoro da parte del Pdl e da parte del Pd. Per quanto riguarda i sindacati, per ora si muovono disuniti, sono ancora un elemtento abbastanza debole.

euronews: Lunedì i mercati avevano festeggiato la manovra. Poi l’avvertimento di Standard & Poor’s su un possibile declassamento dell’eurozona ha riportato le tensioni. Come interpreta questa decisione dell’agenzia di rating americana?

Spinola: Francamente, credo che l’avvertimento di Standard & Poor’s confermi quello che tutti dovremmo già sapere: che la crisi dell’eurozona non si può risolvere soltanto a Roma o ad Atene o a Madrid, non riguarda soltanto le periferie europee, ma ormai riguarda tutto il continente, riguarda Parigi e anche Berlino. C‘è anche bisogno, in questo momento, di un grande atto di coraggio politico, di slancio politico. E questo vuol dire dare via libera alla Banca centrale europea perché possa diventare più attiva, più aggressiva sui mercati. Senza questa garanzia, senza questo impegno politico, sarà molto difficile uscire dalla crisi.

euronews: Monti ha detto che la manovra serve anche per restituire all’Italia il proprio peso in Europa, proprio ora che si discute di modificare i trattati europei. Come vive l’Italia il protagonismo di Francia e Germania?

Spinola: Lo abbiamo vissuto male, questo è inevitabile, lo abbiamo vissuto con risentimento, soprattutto alcune dichiarazioni, alcune lezioni che arrivavano dall’estero. Del resto, anche Mario Monti ha detto che il debito pubblico italiano non lo ha creato l’Europa e che lui stesso non incolperà mai l’Europa per le misure di austerità che gli italiani dovranno ora accettare. C‘è ovviamente un salto di qualità che noi ci aspettiamo nei prossimi giorni, in conseguenza dell’approvazione di questo pacchetto di misure. L’Italia era parte del problema, era una sorta di malato guardato a vista durante i vertici europei. Speriamo, già giovedì e venerdì, di presentarci come una parte possibile della soluzione, chiedendo anche agli altri di contribuire e di assumersi le proprie responsabilità.