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Putin e le riforme in vista delle presidenziali

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Putin e le riforme in vista delle presidenziali

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Putin-Medvedev escono indeboliti dalla tornata elettorale?

Russia Unita, il partito di Putin, ha perso il 15% dei voti rispetto al 2007, non ottenendo la maggioranza qualificata dei 2/3 ma conservando comunque la maggioranza assoluta.

Ieri Putin ha giustificato il calo imputando la colpa alla crisi.

Gli elettori però non sono d’accordo:

Vladimir:

“Devono fare le riforme, dicono che ci sia un movimento di modernizzazione che attraversa il Paese, le autorità devono agire in modo più convinto in questo senso, così avremo migliori risultati. Vogliamo i cambiamenti per vivere meglio”.

Putin-Medevedev si erano impegnati a diversificare l’economia del Paese, basata per il 60% sull’export di idrocarburi e di ridurre la corruzione, considerato il peggiore dei mali della Russia.

Promesse non mantenute, stando all’Ong russa “Business Solidarity”, secondo la quale la Russia resta ancora un Paese a rischio per gli imprenditori.

2:09 Yana Yakovleva, presidente di Business Solidarity:

“Abbiamo bisogno di riforme economiche ma tutto il sistema deve essere riformato. Questo non si sta verificando e visto che la classe dirigente non è cambiata , non ci aspettiamo riforme importanti”.

Il rapporto del 2011 della Banca Mondiale, sulle facilità e condizioni di fare impresa, vede la Russia in 120 esima posizione dietro ex repubbliche sovietiche come Georgia, Lettonia, Kazakhstan (47) et l’Azerbaidjan (66).

Per quest’analista il tempo dell’attesa è finito, adesso bisogna agire.

Nikolai Petrov, di Carnegie Endowment for International Peace:

“Credo che sia stato capito che i prossimi mesi che ci separano dalle presidenziali, non devono bano passare come quest’ultimi, senza che sia siano fatti seri sforzi per arrivare a un cambiamento e senza essere riusciti a mobilitare l’elettorato.

Putin deve elaborare un programma in vista delle elezioni e non puô limitarsi a sole parole”.

Per tornare al Cremlino Putin dovrà tener conto anche di questo consiglio.

Il risultato delle elezioni in Russia rappresenta un vero scossone.

Con noi per avere un’analisi della situazione Tony Halpin, il corrispondente del Times a Mosca.

-Russia Unita concerva la maggioranza alla Duma, ma il risultato ridimensiona comunque Putin e Medvedev. Cosa è andato storto per i due?

“Penso che il duo presidenziale abbia dato il risultato per scontato. Putin e Medvedev hanno annunciato appena due mesi fa di scambiarsi i ruoli e molti russi si sono sentiti offesi dal fatto che nessuno dei due li abbia consultati prima di decidere chi sarebbe stato presidente e chi premier, l’anno prossimo”.

-I russi non hanno gradito, il duo prenderà in considerazione il messaggio dell’elettorato? Possiamo aspettarci cambiamenti significativi anche a livello di leadership?

“Penso sia giusto dire che Putin resta il politico più popolare del Paese; Medvedev invece, da primo ministro, avrà qualche difficoltà a convincere la Duma che la sua politica è quella giusta; la Duma stessa darà più spazio al dibattito in aula di quanto non l’abbia fatto prima”.

-Putin riuscirà a conquistare ancora una volta la presidenza secondo lei, mentre avanza dei dubbi su Medvedev, è così?

“Il risultato di domenica mostra che Putin diventa sempre più impopolare in russia, almeno questa è la mia lettura, molti russi sono stanchi di lui, e ritengono impensabile altri 12 anni con Putin come presidente.

Quest’ultimo doveva cercare di recuperare la fiducia dei russi, operazione che ha fatto già in passato con successo.

Il maggior problema per lui è che ha una lunga esperienza , troppo lunga per alcuni, e molti russi hanno voglia di aria fresca di nuove idee in grado di sfidare quello che Putin rappresenta”.

-Ci saranno alleanze alla Duma, cosa prevede?

“Con una maggioranza dei 2/3, Russia Unita, nell’appena trascorsa legislatura, non ha quasi mai avuto bisogno di dibattere passaggi importanti della legislazione, l’appoggio e il voto degli altri partiti semplicemente non contava.

Non sarà così questa volta, dovranno difendere le proprie iniziative legislative; credo che i comunisti e russia Giusta saranno più forti nello sfidare e contestare le loro idee e nel proporre alternative. Per cui possiamo aspettarci un parlamento più vivace rispetto agli ultimi 4 anni”.

-Come interpretare l’ondata di voti che è andata ai comunisti, sembra che abbiano raccolto il sostegno di diversi settori della società?

“La gente ha dato uno sguardo alle liste è ha visto nel partito comunista il partito più autentico dell’opposizione.

Non vuol dire che sostegano il partito comunista o che vogliano il ritorno del comunismo, ma hanno voluto ribadire la propria opposizione a Russia Unita; sicuramente la percezione che hanno avuto degli altri partiti, soprattutto di quelli che potevano entrare in parlamento,è stata di essere troppo compromessi, troppo vicini al Cremlino o a Russia Unita.

Per questo dico che i comunisti hanno tratto vantaggio da una situazione piuttosto che avere ricevuto il sostegno per le loro posizioni.