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Italia: Monti e la stangata "Salva-Italia"

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Italia: Monti e la stangata "Salva-Italia"

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Tante tasse e poca crescita. La manovra da 30 miliardi di Mario Monti costerà 635 euro l’anno a famiglia, senza però dare lo slancio necessario allo sviluppo, secondo alcuni osservatori. Critica respinta dal premier che sottolinea l’introduzione di misure per le imprese, come la defiscalizzazione dei capitali reinvestiti in azienda o la detassazione della parte Irap sul lavoro e gli incentivi per l’occupazione di donne e giovani. Ma i pilastri della manovra “Salva Italia” sono i tagli e le tasse:

-Torna l’ Ici sulla prima casa

- Si alza l’età pensionabile che nel 2018 sarà di 66 anni per uomini e donne

- Aumenta l’Iva cui si aggiunge un prelievo dell’1,5% sui capitali rientrati con gli ultimi due scudi fiscali, oltre alla tracciabilità dei pagamenti oltre i 1000 euro.

16 dei 30 miliardi previsti dalla manovra graveranno nei prossimi due anni direttamente sulle famiglie. Ma il conto è più salato se si aggiunge quanto stabilito dal governo Berlusconi questa estate: il carico complessivo per le famiglie salirà in 4 anni a 6400 euro. Una stangata che ha messo sul piede di guerra i sindacati:

Raffaele Bonanni, Segretario generale Cisl:

“Il governo non ha calcolato l’impatto di una inziativa di questo tipo. Più che affidarsi alle dispense di accademia ferebbe bene ad affidarsi anche all’impatto concreto nella vita quotidiana delle persone”. Per quanto riguarda il mercato del lavoro il pacchetto “Salva Italia” introdurrà nuove misure a breve, ha fatto sapere il premier.