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Vladimir Putin e Dimitri Medvedev: un duo vincente

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Vladimir Putin e Dimitri Medvedev: un duo vincente

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Una coppia di potere per un partito protagonista sulla scena politica russa.

A fine novembre, Vladimir Putin e Dimitri Medvedev hanno ufficializzato davanti al congresso il loro scambio di ruoli al comando della Federazione Russa.

Medvedev ha assunto la leadership del partito di governo per le elezioni legislative, mentre Putin sarà il candidato alle presidenziali di marzo.

Dopo quattro anni al posto di primo ministro, il ritorno annunciato di Putin ha l’obiettivo di far ripartire la macchina elettorale.

Traendo vantaggio da un sistema elettorale a scrutinio proporzionale con una soglia fissata al 7% che esclude gli outsider della Duma, Russia Unita ha dalla sua un altro vantaggio per assumere il posto di comando.

Andrei Kortunov è un analista politico:

“Penso che il partito di Russia Unita venga visto dalla maggior parte della gente come una guida, come il partito dei funzionari, dei burocrati, un qualcosa che fa parte di un meccanismo che permette l’attuazione di decisioni prese altrove”.

Un’opinione condivisa, secondo un sondaggio del Centro Levada, dal 53% dei russi intervistati, che pensano che il risultato delle elezioni sia determinato dalle autorità.

A Tula, a 175 km da Mosca, nell’ultimo decennio, Russia Unita ha costruito il suo dominio. Il governatore della regione Vladimir Gruzdev ha fatto la campagna per Russia Unita. Ex magnate dei supermercati convertitosi alla politica, è stato scelto da Medvedev.

“Non dobbiamo essere timidi” spiega Gruzdev. “Sono membro di Russia Unita dalla sua fondazione. Non ho mai fatto parte di nessun altro partito e penso di non dovermi vergognare del lavoro che ho fatto”.

Ma gli anni del boom economico dovuto al prezzo del petrolio non hanno beneficiato tutti equamente, né hanno prodotto gli stessi vantaggi per tutti.

Quest’anno il potere d’acquisto dei russi è crollato per la prima volta dal 2008, l’inflazione resta al 7%.

Nikolai Petrov è un analista politico:

“Quello che vediamo” racconta Petrov “è quanto resta di un sistema politico molto primitivo concepito da Putin in un momento in cui la Russia aveva raggiunto un enorme ricchezza finanziaria. E’ stato mantenuto dalle politiche populiste del governo, che però non può portarlo avanti a lungo”.

Le elezioni presidenziali nella Federazione russa si terranno il 4 marzo, e saranno il banco di prova della politica di Putin