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A Bonn la conferenza internazionale sull'Afghanistan

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A Bonn la conferenza internazionale sull'Afghanistan

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Dieci anni dopo la prima conferenza, la comunità internazionale si ritrova di nuovo a Bonn per fare il punto sull’Afghanistan. Assente uno Stato chiave: il Pakistan. All’ordine del giorno, questo lunedì, ci sono in primo luogo le risorse finanziarie necessarie a garantire la sicurezza e lo sviluppo del Paese. Secondo una stima della Banca Mondiale, circa 7 miliardi di dollari all’anno dopo il 2014, ossia quando le truppe straniere se ne saranno andate.

Nell’ex capitale tedesca si incontrano i ministri degli Esteri di un centinaio di Paesi insieme a organizzazioni internazionali. “Il Pakistan non parteciperà alla conferenza di Bonn – ha detto il ministro dell’Informazione pakistano Firdaus Ashiq Awan -. Nessuno dei nostri rappresentanti prenderà parte alla conferenza”.

È stato l’attacco del 26 novembre di elicotteri Nato al confine Afghanistan e Pakistan – nel quale sono rimasti uccisi 24 militari di Islamabad – a portare al boicottaggio del Pakistan, Paese strategico per la lotta ai taleban. “Forse alcuni sono riluttanti – ha detto Guido Westerwelle, ministro degli Esteri tedesco -. Se qualcuno avesse un piano nascosto, sarebbe controproducente per il suo interesse nazionale”.

Sabato migliaia di persone hanno manifestato a Bonn contro la conferenza e contro l’impegno delle truppe tedesche in Afghanistan.