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Ucraina, la piaga dell'Hiv in continua crescita

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Ucraina, la piaga dell'Hiv in continua crescita

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Le infezioni da Hiv sono in continuo aumento, in Ucraina. Qui sembra che i rimedi che hanno portato grande beneficio in diversi Paesi del mondo, non siano ancora arrivati.

Siamo nella casa di Nadia a Kiev. Nadia, 26 anni, si è beccata l’infezione condividendo la siringa con altre persone. E’ dipendente dalle anfetamine e si inietta il cosiddetto “coccodrillo”: un semplice collirio che può essere acquistato in farmacia senza ricetta medica.

“Ho preso l’epatite C per questo – racconta -. Ho l’epatite C da 10 anni perché col mio ragazzo e mia sorella abbiamo usato la stessa siringa. E’ bastato farlo un paio di volte”.

In Ucraina esistono fondazioni private e di volontariato che assistono gli affetti da Hiv. Solo nell’ultimo anno, i nuovi casi sono stati più di ventimila. Olena Pirkovska è la vicepresidente della fondazione Nika Kiev.

“Non riceviamo alcun sostegno finanziario dallo Stato. Sfortunatamente, conosco la situazione delle forniture mediche per i malati di Aids. E’ un grosso problema. Secondo le informazioni preliminari, circa 40 mila ucraini non avranno, a partire dal 2012, accesso alle cure”.

Il sistema sanitario nazionale potrebbe non avere più le risorse necessarie per tener testa al tasso di diffusione della malattia. Le Ong cercano almeno di tenere informata la popolazione.

“Prima mi sentivo discriminata – racconta Lena, una sieropositiva -, io stessa mi isolavo. Tutto sembrava perduto, sentivo la morte su me stessa. Ora la malattia non influenza così tanto la mia vita. Sto meglio”.

La speranza è che una maggiore consapevolezza del pubblico possa spingere la classe politica ad affrontare con più decisione il problema.