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Russia al voto divisa tra oligarchia e povertà

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Russia al voto divisa tra oligarchia e povertà

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La Russia attende le elezioni divisa tra oligarchi e milioni di poveri. I sondaggi danno per scontata la vittoria di Russia Unita, il partito del duo Putin-Medvedev, ma a vent’anni dal crollo dell’Unione Sovietica, l’immagine del Paese è ancora quella di un colosso dai piedi d’argilla.

Venti milioni di russi vivono sotto la soglia di povertà, la corruzione dilaga e in un villaggio della siberia sudoccidentale, Kurgan, l’opposizione protesta perché gli stipendi dei medici sono stati tagliati del 30%. “L’interesse del governo – sostiene Konstantin Beschetnov, del partito Solo Russia – dovrebbe essere quello di migliorare la situazione di Kurgan. Perché ci combatte? dovremmo lavorare insieme”.

Nella regione, tra le più povere del Paese, gli stipendi minimi sono inferiori di quasi il 60% rispetto a quelli della capitale, è impossibile per un abitante di quelle zone decidere di emigrare a Mosca. Lì il lavoro viene offerto solo ai residenti.

Il cuore della nazione si arricchisce, mentre a 2000 chilometri dal centro del potere crescono solo i prezzi, a causa dell’aumento del costo del petrolio.

Qui lo Stato non esiste, Galina mostra alle telecamere una lettera dell’autorità comunale che prometteva di riparare la sua abitazione.

“Dobbiamo coprirla con una coperta per salvarla dai morsi dei topi – spiega Oksana, un’altra residente di Kurgan, mostrando in lacrime la culla della nipote – È davvero difficile per me. Ho solo quaranta anni. Sono senza un lavoro, ma quello che mi sta uccidendo è il non poter aiutare i miei nipoti”.