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Decine di morti in Yemen, a rischio l'accordo di Riad

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Decine di morti in Yemen, a rischio l'accordo di Riad

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Quattro persone, tra le quali una bambina, sono state uccise a Taez da un bombardamento dell’esercito yemenita. Sale così a ventuno il numero di morti nelle ultime 24 ore.

Una recrudescenza di violenza che complica il processo di pace nel Paese nonostante l’annunciata uscita di scena del presidente Ali Abdullah Saleh.

L’esercito prosegue a cercare di entrare in quei quartieri di Taez presidiati dalle milizie tribali avversarie del presidente.

Nella capitale Sanaa è subito riesplosa la protesta contro il regime al potere da 33 anni. ‘Saleh deve pagare per i morti causati dalla repressione’ è l’incitamento che si leva dalla piazza.

“Non c‘è nulla di strano in quello che accade a Taez – spiega un anziano manifestante – Ogni volta che si firma un accordo con Ali Abdullah Saleh, questo viene tradito molto tempo prima che l’inchiostro si asciuhi. Quest’uomo è stato un bugiardo per 33 anni”.

Il presidente manda in piazza i suoi sostenitori, ma il primo ministro designato, Mohamed Basindawa, minaccia di rinunciare a formare il governo di unità nazionale previsto dall’accordo di Riad. Basindawa chiede la fine immediata dei bombardamenti.