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Crisi: la Grecia investe sulla cultura

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Crisi: la Grecia investe sulla cultura

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La Grecia ha puntato sulla cultura per risollevarsi dalla crisi. Atene ha investito sul suo maggiore patrimonio migliorando i servizi di circa 200 siti archeologici. Un piano di tre anni lanciato nel 2010 che ha visto un incremento del turismo di circa il 10% nel 2011. La cultura è un motore che contribuisce tra il 15 e il 18% all’economia nazionale. Il ministro della cultura:

“Non si può fare tutto, a prescindere dal denaro, perché la mole di lavoro è enorme. Ma l’importante è fissare le priorità e vedere dove c‘è un’effettiva necessità”.

I custodi dei siti archeologici sono tra i lavoratori investiti della crisi. Circa duemila guardiani con contratti a termine sono rimasti a casa nell’ultimo anno. Il presidente del loro sindacato:

“Ci sono molti siti che restano chiusi perché non ci sono guardiqni, musei che funzionano a metà, altri che non sono controllati di notte. E’ tragico”.

La scorsa estate la mancanza di agenti di sicurezza ha portato alla chiusura di alcune sezioni del Museo Archeologico Nazionale di Atene. Il ministero finora ha fatto costruire bagni, introdotto distributori automatici e aperto una trentina di negozi all’interno dei musei.