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Monti: agire subito o le conseguenze saranno gravi

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Monti: agire subito o le conseguenze saranno gravi

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Rigore, crescita ed equità sociale. Sono questi gli ingredienti con cui Mario Monti sta preparando l’amara pozione da far bere lunedì prossimo agli italiani. Certo avrebbe bisogno di più tempo ma SuperMario di tempo non ne ha più: “la situazione è straordinariamente delicata”, ha detto mercoledi all’Ecofin, “occorre agire rapidamente”.

Tra meno di dieci giorni c‘è il vertice dei capi di Stato dell’Unione Europea. L’ultima volta, in novembre, Berlusconi aveva portato la lettera delle buone intenzioni, ora tocca a Mario Monti apportare provvedimenti concreti.

Il compito è quasi impossibile, per l’impopolarità che si tirerà dietro, ma soprattutto per lo stato dell’economia italiana che non solo non riesce a schiodarsi da un debito pubblico pari al 120.5% del PIL e da un tasso di disoccupazione del 8.5%, ma soprattutto perché sarà in recessione il prossimo anno, scombussolando tutte le precedenti previsioni di bilancio.

Insomma il terreno che Mario Monti ha deciso di attraversare è zeppo di mine, che vanno dal pacchetto pensioni alla tassa sulla prima casa.

Misure impopolari e tanti sacrifici che hanno un solo e unico obiettivo: la ritrovata credibilità sui mercati e l’uscita dell’Italia dal tunnel della crisi.

Annibale Fracasso, euronews:

“Professor Armando Branchini, lei fa parte del circolo dei consiglieri del professor Mario Monti. Il premier lunedì presenterà la terza manovra di risanamento finanziario in poco meno di 6 mesi. Nei suoi incontri a Bruxelles, Mario Monti ha chiaramente detto che la situazione in Italia è delicata e che bisogna agire con urgenza. Lei crede che l’Italia ce la farà?”

Armando Branchini, docente Università Bocconi di Milano:

“Sono certo che l’Italia ce la farà e ce la farà in fretta: il pareggio di bilancio sarà raggiunto sicuramente, il disavanzo sarà rapidamente ridotto. Questa terza manovra è sicuramente importante ed è anche dovuta al fatto che le prime due manovre, quella di luglio e quella di agosto/settembre, sono state in parte parziali e in parte tardive. Bisogna ricordare che l’ex primo ministro Berlusconi ancora a maggio diceva che l’Italia era il Paese messo meglio in Europa e che non aveva bisogno di nessun intervento correttivo”.

euronews:

“Il governo Berlusconi era arrivato in ritardo a capire

la gravità della crisi italiana, tutti incolpavano il governo Berlusconi per l’allargamento dello spread e per l’andamento negativo dei mercati, ma con Monti siamo allo stesso punto di prima…”

Armando Branchini:

“Quando un frutto molto maturo è cominciato a diventare marcio è difficile in poco tempo farlo regredire. Io credo che sia indispensabile valutare (e lo faremo lunedi prossimo) quale sarà l’entità degli interventi sia sul piano del rigore che sul piano

della ripresa della crescita ma il presupposto è quello che ci sia un’equità dei sacrifici. Sarà certamente un piano che porterà molti sacrifici agli italiani su questo non c‘è dubbio. Però non c‘è dubbio che negli anni passati la finanza dello Stato italiano è stata in qualche modo gestita irresponsabilmente”.

euronews:

“I sindacati italiani hanno già fatto sapere che la tensione è al massimi. C‘è il rischio di una sindrome greca anche in Italia?”

Armando Branchini:

“Non credo che ci sia il rischio di una sindrome greca, credo che a fronte di un piano, come quello che sarà presentato da Monti lunedi prossimo, in cui ci sarà una combinazione di rigore e di crescita ma soprattutto un profondo senso di equità, anche il sindacato potrà trovare le garanzie e le condizioni per tornare al famoso patto tra le forze sociali del 1992 che ha garantito la stabilizzazione della situazione finanziaria italiana che allora era più grave di quella odierna e consentì una ripresa dell’economia del nostro Paese”.

euronews:

“Ieri le principali banche centrali del mondo hanno ridotto i tassi pronti contro termini per dare una boccata di ossigeno al sistema produttivo mondiale.

Basterà questo per far ripartire il motore dell’economia?”

Armando Branchini:

“Probabilmente non basta, però certamente è stata una decisione molto positiva perchè siamo in una situazione di restrizione del credito. Per cui questo intervento coordinato delle banche centrali più importanti del mondo di dare ossigeno creditizio al sistema produttivo del mondo intero credo che sia stata una buona mossa. Credo che in questa direzione debbano andare le decisioni di riduzione dei tassi di alcune banche centrali”.