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Riprendono i negoziati. Prove di disgelo tra Serbia e Kosovo

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Riprendono i negoziati. Prove di disgelo tra Serbia e Kosovo

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Sciogliere i nodi dei posti di frontiera e normalizzare i rapporti, per spianare la strada alla candidatura all’Unione Europea.

L’imperativo è minimizzare, ma è inseguendo questo obiettivo che a Bruxelles il negoziatore serbo ha ripreso i negoziati con il suo omologo kosovaro.

Inconfessato auspicio di Belgrado è presentarsi con le carte in regola al vertice europeo dell’8 e 9 dicembre.

“Dobbiamo concentrarci sulla risoluzione dei nostri problemi senza farci condizionare dalla candidatura all’Unione Europea – dice il rappresentante serbo Borko Stefanovic -. Si tratterebbe certo di un traguardo importante, ma non è la ragione principale dei negoziati”.

Da parte kosovara, la replica è all’insegna di scetticismo e appello alla concretezza. “Quanto non voglio assolutamente – mette in chiaro la negoziatrice Edita Tahiri – è che questo incontro produca solo cartacce. Perché il dialogo riesca, i documenti non bastano”.

Principale nodo da sciogliere è la controversa questione dei posti di frontiera a nord del Kosovo, ancora lunedì teatro di violenti scontri fra serbi e forze della Nato.

Salomonica proposta di Bruxelles è una “gestione integrata e alternata” di Belgrado e Pristina sotto la supervisione della missione dell’Unione Europea, Eulex.