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Damasco dopo le sanzioni turche: "Libereremo 900 oppositori"

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Damasco dopo le sanzioni turche: "Libereremo 900 oppositori"

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La Turchia sospende la cooperazione strategica con la Siria e accresce le pressioni internazionali su Damasco. Caduti nel vuoto i suoi appelli a cessare le violenze, Ankara è passata ai fatti, annunciando sanzioni economiche e stop alla vendita d’armi.

Tra le misure anche il gelo degli asset siriani in Turchia e l’interruzione dei rapporti con la Banca centrale siriana.

“Riteniamo che il governo siriano si sia giocato tutte le opportunità – ha detto il Ministro degli esteri turco, Ahmet Davutoğlu -, inclusa quella che gli è stata offerta dalla Lega Araba. Le alternative sono ormai esaurite, ma non è che una conseguenza delle loro scelte”.

Sollecitata a consentire l’ingresso di un contingente di osservatori internazionali, Damasco aveva con il suo silenzio indotto la Lega Araba ad adottare appena domenica una serie di sanzioni economiche.

All’iniziativa di Ankara, il governo siriano ha subito replicato annunciando la liberazione di oltre 900 persone, arrestate nel corso delle proteste. Altre circa 1.800 sarebbero state liberate a metà novembre.