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Vasiliev: "Gli immigrati devono saper parlare russo".

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Vasiliev: "Gli immigrati devono saper parlare russo".

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Serguei Doubine, euronews:

“Per discutere di alcuni aspetti delle migrazioni, nella Russia di oggi, abbiamo raggiunto Vladimir Vasiliev, deputato del partito Russia Unita, capo della commissione parlamentare per la sicurezza.

Il partito liberal democratico russo ha messo a punto un disegno di legge con pene fino a tre anni di reclusione per i migranti che rifiutano di lasciare il Paese. Il disegno di legge è stato bloccato soprattutto dal suo partito ma qual è la posizione di Russia Unita sui fenomeni di migrazione?”

Vladimir Vasiliev, Russia Unita:

“La Russia ha bisogno di migranti. Stiamo entrando in un difficile periodo demografico. Già nel 2015 non avremo un numero sufficiente di popolazione attiva. Ma, allo stesso tempo, il processo migratorio

deve essere regolato. Per questo solo nell’ultimo anno abbiamo adottato diverse leggi che regolano maggiormente questo settore. Per esempio abbiamo

introdotto il permesso singolo (per lavoratori stagionali che non hanno bisogno un permesso di residenza permanente), abbiamo messo a punto una serie di regole per lavoratori altamente qualificati, coloro che guadagnano più di 47mila euro. Ed è stato anche deciso di introdurre un esame di russo per i migranti”.

euronews:

“E quest’ultima misura, è una misura per proteggere gli immigrati, per regolarne i flussi o è una misura che mira alla repressione?”

Vladimir Vasiliev:

“Probabilmente un insieme di tutto ciò. Prima di tutto, una persona che arriva con una sola lingua – nel nostro caso, russo per la Russia – non dovrebbe arrivare impreparata. Dovrebbe essere capace di leggere – anche, per esempio, cose semplici come le norme di sicurezza che sono scritte in russo. Secondo, con la padronanza della lingua, avrà meno problemi con le persone con cui parla. Ciò che è anche importante, è che il linguaggio l’aiuterà a capire l’ambiente, perché a volte gli immigrati hanno difficoltà a comprendere i costumi o il modo di fare le cose che risultano normali alla maggior parte della popolazione del paese di residenza prescelto”.

euronews:

“Si sente dire sempre più spesso che l’aumento del nazionalismo estremista nei confronti dei migranti può mettere in pericolo la sicurezza di tutta la Russia. Cosa ne pensa?”

Vladimir Vasiliev:

“Facciamo questo esempio: io sono stato eletto nella regione di Tver e solo in questa regione ci sono 109 diverse nazionalità. La Russia è davvero un Paese multiculturale, siamo particolari, non siamo come gli Stati mono-nazionali, perché per secoli abbiamo vissuto insieme per cui sappiamo come si fa. Ma naturalmente questa carta spesso viene giocata dai politici, specialmente durante la campagna elettorale, che sul tema si surriscaldano o addirittura creano il problema, spesso in modo artificiale”.

euronews:

“C‘è anche chi sostiene che un’altra minaccia per la sicurezza della Russia sia la vasta corruzione in tutte le aree interessate dai fenomeni migratori.

Cosa è stato fatto a questo proposito?”

Vladimir Vasiliev:

“Abbiamo, per esempio, introdotto la possibilità di licenziare i corruttori con sulla base di ‘perdita di fiducia’. Ogni anno di registrano circa 14mila casi di corruzione, di bustarelle date o prese, per cui, se c‘è la convinzione, si può licenziare una persona. Ma se non arriva la condanna da parte del tribunale,

l’accusa di corruzione può essere impugnata e – spesso con successo – il lavoratore viene reintegrato. Ora c‘è una legge per il licenziamento a causa della perdita di fiducia che viene applicate nel caso in cui il codice di buona condotta viene infranto o se un contratto viene violato così come se c‘è corruzione ma non può essere qualificata

come un crimine, o anche se il reato non viene dimostrato, e questo è molto importante. Stiamo inoltre implementando un’importante riforma della polizia. La polizia è il principale organo di applicazione delle leggi in quell’ambito. A partire dall’inizio del 2012 aumenteremo i salari dei poliziotti: sono loro che lavorano in quell’ambito, con gli immigrati”.