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Russia: il nazionalismo acquista consensi


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Russia: il nazionalismo acquista consensi

Il nazionalismo è più forte che mai in Russia. Il 4 novembre sette mila tra skin-head, neo-nazisti e gruppi di estrema destra si sono radunati per una manifestazione annuale che ha preso il nome di “Marcia russa”. Quest’anno il numero di partecipanti è stato il più elevato mai registrato. Tra i dimostranti anche il leader nazionalista Vladimir Tor:

“Guarda la Cecenia, nuota nel lusso e nel denaro. Guarda le sfilate di automobili di Kadyrof. Guarda i grattacieli che stanno costruendo e le rovine delle regioni di Arkhangelsk, quella di Vladimir, Tver, Smolensk, Ryazan, Tula e Voronezh. Ce ne sono tantissime. I soldi andrebbero spesi in queste regioni e non nel Caucaso”.

Nel dicembre dell’anno scorso tra cinque e dieci mila persone si erano radunate davanti ai cancelli del Kremlino cantando il motto nazionalista “La Russia per i russi”. La miccia era stata l’uccisione di un tifoso russo da parte di un immigrante mussulmano del Caucaso settentrionale durante una rissa per strada. Il leader del gruppo per i diritti umani “Sova”:

“Le idee suggerite dai nazionalisti stanno diventando l’opinione corrente. Non rapidamente, ma se consideriamo un periodo più lungo, come gli ultimi 20 anni, possiamo vedere che molte idee che sembravano assolutamente radicali ed erano pronunciate solo da politici di secondo piano, ora sono sulla bocca di persone rispettabili. Questo è un cambiamento molto pericoloso”.

Gli attacchi su minoranze non bianche sono aumentate di anno in anno con un picco tra il 2007 e il 2009, quando la media è stata di un centinaio di vittime all’anno. I nazionalisti stanno riuscendo dove l’opposizione ha fallito, movimentando un gran numero di persone scontente delle politiche di Putin. Il leader del movimento per i lavoratori emigrati Tajik:

“Ogni venerdì si radunano nelle moschee tra 40 e 50 mila fedeli. Vogliono davvero mostrare la forza a queste persone? La metà di loro sono tanto sconsiderati quanto chi è sceso in piazza a manifestare. Volete proprio il confronto violento?”.

Tra i punti che i nazionalisti portano all’attenzione dell’opinione pubblica, i miliardi di dollari di tasse che si trasformano in sussidi per le regioni a maggioranza mussulmana del Caucaso settentrionale.

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