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Mancano gli investitori per far crescere il fondo europeo salva-stati

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Mancano gli investitori per far crescere il fondo europeo salva-stati

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Stiamo forse vivendo gli ultimi istanti di vita della moneta unica. Anche se l’euro sembra correre verso un probabile collasso, i leader europei continuano ad insistere che faranno il possibile per evitare un disastro.

Le speranze dei leader europei sono basate sul fondo salva-stati, EFSF.

Raggiunto l’accordo per rafforzarlo, i ministri europei pero’ hanno difficoltà ad ottenere gli investimenti necessari.

Paul Hackett, euronews:

“Trovare investitori che decidano di mettere i loro soldi nel fondo europeo salva stati non sarà facile.

Considerando quello che c‘è già in cassa, le prospettive non sono buone se una delle grandi economie europee avrà improvvisamente bisogno di un piano di emergenza”

Attualmente il fondo salva-stati ha 440 miliardi di euro. E’ troppo poco per proteggere l’Italia e la Spagna per cui ci vorrebbe almeno un trilione, cioé mille miliardi, e ci vorrebbe molto di piu’ e per proteggere tutta la zona euro.

Alcuni osservatori affermano che gli investitori non hanno voglia di rischiare, come spiega Stephen Fidler, il caporedattore del Wall Street Journal a Bruxelles: “Qualche settimana fa alcune persone pensavano che si potessero raccogliere, diciamo, due trilioni di euro. Ma siamo ben lontani da questa cifra. Ora si parla di un trilione, mille miliardi, ma anche questa cifra è da mettere in dubbio. La Banca Centrale europea non sta rassicurando che nel lungo periodo starà li’ a sostenere i mercati e quindi la fiducia si è volatilizzata”

Ridare fiducia sarà difficile. Alcuni economisti dicono ora che il Fondo salva stati avrà uno scarso impatto e che ci vogliono soluzioni piu’ ardite. Spiega Carsten Brzeski di Ing: “Penso che sia ora che la Banca centrale entri nel gioco e che ci entri ad alto livello, per diventare una sorta di ultima risorsa, un creditore dell’ultima spiaggia. Bisogna essere certi che i governi dei paesi in questione portino avanti le misure di austerità, le riforme strutturali e in cambio avranno la Banca Centrale europea come prestatore dell’ultima risorsa”.

La Germania tuttavia rimane fortemente opposta a questo ruolo della Banca Centrale europea. Potrebbe essere allora la Cina a salvare la zona euro?

Carsten Brzeski, economista della banca Ing:

“La Cina potrebbe essere interessata ad investire nella zona euro, ma non sarà sufficiente a salvare la zona euro. I leader politici hanno sognato che la Cina potesse salvarli dalle loro inquietudini. Penso che si dovranno svegliare da questo sogno e scoprire che l’aiuto cinese non sarà sufficiente. Abbiamo bisogno di altre soluzioni per lottare contro l’attuale crisi”