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Congo, urne chiuse tra violenze e accuse

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Congo, urne chiuse tra violenze e accuse

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I primi, provvisori risultati verranno resi noti soltanto il 6 dicembre. Il conteggio, invece, è già iniziato, non certo in un clima sereno. Le seconde elezioni in Congo dopo la guerra si sono svolte all’insegna delle tensioni e degli scontri, che hanno causato anche tre vittime.

Etienne Tshisekedi, principale rivale del presidente uscente Joseph Kabila, ha avuto difficoltà a votare. In un primo seggio è stato bloccato dalla polizia, solo ripiegando su un altro edificio è riuscito a esprimere la propria preferenza.

“Ci sono stati brogli ovunque. Queste elezioni non hanno nessuna credibilità” dice un abitante della capitale Kinshasa.

Oltre ai due più accreditati, ci sono altri nove aspiranti alla poltrona di presidente.

“Speriamo – afferma l’osservatore internazionale John Stremlau – che il Paese superi questa fase, che ci sia una pacificazione e che i candidati accettino i risultati delle urne”.

Le operazioni di spoglio, in alcuni dei seggi, sono iniziate nella notte tra lunedì e martedì. In altri ci sono stati notevoli ritardi rispetto all’ora prevista per la chiusura, le 17 locali. La commissione elettorale ha consentito di sforare tale orario dove ci sono stati problemi organizzativi.