ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

"Mi svelo come a una fidanzata". Taio Cruz sul suo "Ty.O".

Lettura in corso:

"Mi svelo come a una fidanzata". Taio Cruz sul suo "Ty.O".

Dimensioni di testo Aa Aa

Un terzo album sulla scia del precedente, per continuare a svelarsi al mondo come farebbe con una fidanzata. E’ così che Taio Cruz parla del suo nuovo “Ty.O”.

Alla ribalta nel 2008, il musicista britannico ritenta la formula dei precedenti “Departure” e “Rokstarr” per scalare le classifiche internazionali. Ad anticipare il nuovo album, il brano “Hangover”, il classico mal di testa del dopo-sbornia.

“A dire il vero – dice il cantante – non bevo neanche abbastanza, per arrivare a soffrirne. Certo mi è capitato di essere un po’ brillo e allegrotto, ma fino a lì è sempre stato piacevole e divertente. Diciamo che in genere non esco per fare follie. Una volta all’anno mi concedo però una vacanza. Lo scorso anno, con il mio manager e i miei amici, sono andato a Ibiza per una decina di giorni. E’ stato un viaggio fantastico che si è rivelato assolutamente ispiratore e mi ha portato così a concepire Hangover”.

Nel 2009 in testa alle classifiche statunitensi e britanniche col brano “Break Your Heart”, il ventiseienne Taio Cruz rimescola gli ingredienti dei precedenti successi, per cavalcare ritmi e sonorità dalle uova d’oro. Troppo presto, dice, per voltare pagina. Il mondo deve ancora scoprire chi sono.

“L’album ‘Rokstarr’ – spiega Taio Cruz – è stato in qualche modo un modo di presentarmi al mondo. E il mondo, devo dire, in fin dei conti non ha ascoltato che tre brani: ‘Higher’, ‘Dynamite’ e ‘Break Your Heart’. Mi sono quindi detto che era ancora troppo presto per voltare pagina e cambiare del tutto registro. E’ un po’ come quando in un rapporto di coppia non ci si mette a nudo, già al primo appuntamento. Con questo nuovo album continuo a svelarmi sulla stessa scia di ‘Rokstarr’. Si inserisce nello stesso solco, anche questo molto vitale, pieno di energia e sonorità elettroniche”.

In attesa dell’uscita italiana del sei dicembre, un po’ di amarezza si fa però largo tra i fan. Ad alimentarla le appena dieci tracce dell’album e un parterre di guest star, a parte Florida e David Guetta, da alcuni considerato un po’ deludente.