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L'Egitto del dopo Mubarak al voto

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L'Egitto del dopo Mubarak al voto

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Seggi aperti da questa mattina in Egitto. Circa cinquanta milioni le persone chiamate alle urne in nove governatorati per il primo di tre turni elettorali che entro gennaio definiranno la composizione dell’Assemblea del Popolo. Le operazioni di voto sono iniziate nonostante le violenze degli ultimi giorni e nonostante piazza Taharir, cuore pulsante della rivolta, resti occupata da migliaia di persone.

Tra i primi a recarsi al seggio Amr Mussa, ex segretario della Lega Araba e candidato, tra i favoriti, alla presidenza della Repubblica: “Sono davvero felice, se chiedete a qualcuno qui vi dirà che siamo tutti felici. E questo è il primo passo per realizzare l’obiettivo della rivoluzione”.

Lunghe le file davanti ai seggi, per la prima consultazione del dopo Mubarak, mentre in molti si chiedono se esprimere o meno la propria preferenza.

Intanto il premier incaricato Kamal el Ganzuri ha dato il via libera a un consiglio consultivo che possa fare da tramite tra il governo e il Paese. L’iniziativa, a cui ha aderito Amr Moussa, è stata invece boicottata dal premio Nobel per la pace Mohamed el Baradei, anch’egli in corsa per la presidenza.