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Elezioni in Russia: domina l'indifferenza

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Elezioni in Russia: domina l'indifferenza

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A meno di una settimana dalle elezioni legislative, Mosca tutto sembra fuorché una città in piena campagna elettorale. I manifesti di propaganda sono sotto tono e qualcuno ha scritto su quello di Russia Unita “partito dei truffatori e dei ladri”.

La somiglianza impressionante tra i cartelloni della Commissione elettorale e quelli del partito al potere non ha creato grandi polemiche. I moscoviti non si dimostramo particolarmente entusiasti per queste elezioni. Quasi nessuno dubita che Russia Unita conserverà la maggioranza.

“L’apatia è l’elemento più evidente di questa campagna” commenta Boris Dubin, analista socio politico:

“Si avverte una certa insofferenza dei russi” dichiara “verso le due figure che dominano la vita politica. A parte loro non è rimasto più nessuno. La situazione sembra ferma da un certo periodo, diciamo da una dozzina d’anni. In rapporto alla storia è un lasso di tempo insignificante, ma nella vita di una persona è un periodo considerevole, soprattutto se si tratta di anni durante i quali si potrebbero fare dei passi avanti, cambiare le cose”.

Oggi due terzi dei russi mostrano la loro indifferenza di fronte alla vita politica. Il disinteresse è evidente in tutti gli strati della società, dagli studenti ai pensionati.

“Penso che non cambierà niente, sia che dia il mio voto a un determinato partito piuttosto che a un altro” dichiara questo studente. “Perchè tutti sanno chi vincerà”.

“E’ quasi ufficiale” commenta una studentessa.

Oltre la metà dei russi intervistati ritiene che il proprio voto non sia decisivo e rifiuta di partecipare a questo gioco. Un altro motivo va ricercato nell’assenza di una vera competizione politica e nell’impossibilità di esprimere una protesta, pronunciandosi contro i candidati.

“Non andrò a votare, non per apatia, ma per antipatia verso la situazione politica del nostro paese” racconta la studiosa di oceanografia Marina Kravchishina. “Ci hanno tolto la possibilità di dare un voto contrario e tra i candidati nelle liste elettorali non vedo nessuno che possa rappresentarmi”.

Secondo gli osservatori, l’indifferenza caratterizza tutti gli ambiti professionali in Russia. Soprattutto provoca una fuga di cervelli in continuo aumento. Tra i 25 e i 100.000 scienziati russi, infatti, lavorano all’estero.

Ma il partito al potere rivendica come principale conquista la stabilità che si è creata dopo il caos degli anni 90.

Il giornalista Youri Saprikine, però, rimane scettico:

“La stabilità che abbiamo oggi è negativa, senza vie d’uscita e statica. Non offre possibilità di cambiamento. Il partito al potere ci promette di conservare le stesse condizioni delle strutture statali e delle infrastrutture. Io ripongo le mie speranze in tutti quei lavoratori pieni di talento, onesti, scrupolosi e appassionati del proprio lavoro. Se guardiamo la storia russa degli ultimi due secoli, ci accorgeremo che la vita trova la sua strada nonostante tutto e che dall’asfalto nascono i fiori”.