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Per le strade del Cairo, tra i giovani rivoluzionari che sognano la democrazia

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Per le strade del Cairo, tra i giovani rivoluzionari che sognano la democrazia

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Periferia del Cairo. Da qui partì la mobilitazione giovanile che spodestò Hosni Mubarak.
 
Qui Khaled Tlema, in piazza dalla prima ora, ha scelto di giocarsi la candidatura al parlamento, nella lista dei Giovani della Rivoluzione.
 
In un ufficio dall’aria modesta Khaled e i suoi discutono su come reagire alle iniziative del Consiglio supremo militare, prima di partire per piazza Tahrir.
 
“Gli slogan sono quelli della libertà, del cambiamento, della giustizia sociale… Noi lavoriamo perche possano trasformarsi in Costituzione, leggi e diritto, e regolare la vita sociale degli egiziani fin nei dettagli”.
 
Piazza Tahrir è diventata ormai il simbolo dei giovani rivoluzionari. E con Khaled, che sulla piazza è molto noto, le discussioni cominciano presto.
  
Non tutti la pensano alla stessa maniera, si scorge una sorta di conflitto tra generazioni. Ma nessuno lascia la piazza, dove restano le tende montate da tutte le associazioni e i movimenti una settimana fa.
 
“Quello che è successo sulla piazza”, dice Khaled, “dove a una manifestazione pacifica per rivendicare diritti di libertà si è risposto con l’oppressione, prova che la logica del vecchio regime è ancora al potere”.
 
La giornata si chiude, ma la sfida continua. Khaled e migliaia di altri si preparano a resistere ancora una notte, nella Piazza Tahrir che ancora sogna democrazia.