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Egitto: domani si vota. Presidi a piazza Tahrir

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Egitto: domani si vota. Presidi a piazza Tahrir

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Tesa vigilia elettorale in Egitto. In piazza Tahrir i manifestanti che chiedono il passaggio dei poteri dal Consiglio militare ad un governo ad interim guidato da civili non smobilitano. Nel luogo simbolo della rivoluzione si prega e si discute mentre al di là del filo spinato i soldati schierati controllano la situazione. Siamo alla vigilia di un voto storico. Lo ammettono anche i dimostranti:
“Noi non siamo contro l’appuntamento elettorale ma vogliamo che gli eletti siano persone rispettabili, non colluse con il vecchio sistema”
 
Hussein Tantawi, il contestatissimo capo del Consiglio militare ha lanciato messaggi minacciosi avvertendo che le forze armate non tollereranno pressioni.
Ma fuori dal Parlamento dove i giovani ribelli hanno piantato le loro tende un ragazza spiega “di non aver nessuna fiducia nel premier incaricato Kamal Ganzouri” e chiede che nel nuovo esecutivo vengano fatti entrare i rappresentanti dei gruppi rivoluzionari.
La strategia dei militari è quella del bastone e della carota. Dopo la sanguinosa repressione scatenata negli ultimi dieci giorni ora è il momento degli incontri selettivi.
Tantawi ieri ha incontrato Mohamed el Baradei e Abu Mussa. Ganzouri alcuni gruppi della piazza. Un modo forse di dividere il campo avverso alla vigilia di un voto parlamentare che vede in lizza 55 partiti