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Egitto: blocchi di cemento per separare polizia e manifestanti

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Egitto: blocchi di cemento per separare polizia e manifestanti

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Kamal Ganzouri non è il cambiamento, è “l’ancien régime” che resiste ai venti della primavera araba.

È il pensiero diffuso fra i giovani di piazza Tahrir, che si dicono pronti a fare una nuova rivoluzione se verranno derubati delle conquiste ottenute con la cacciata di Hosni Mubarak.

Il Consiglio Supremo delle Forze Armate non cede di un passo. Il maresciallo Mohammed Hussein Tantawi ha detto che solo un referendum potrebbe “far tornare i militari nelle caserme”.

Nelle prossime ore si temono nuovi violenti scontri fra polizia e manifestanti.

“Nessuno può negare che quello che è successo è da deplorare. Il modo migliore che abbiamo trovato per dividere le parti è stato mettere blocchi di cemento e filo spinato per garantire la sicurezza dei manifestanti”, racconta il generale Taher Abdullah.

Una guida religiosa dice: “Facciamo appello a tutti gli imam di venirci ad aiutare a calmare gli animi e fermare il bagno di sangue”.

Un cittadino egiziano, Tareq Annahri, dichiara: “La rivoluzione rivendica un governo di salvezza nazionale. I militari tornino nelle caserme e lascino che un governo civile crei l’Egitto moderno”.