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Si studia il piano B. Fermo in Francia il treno dei veleni

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Si studia il piano B. Fermo in Francia il treno dei veleni

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I riti propiziatori dei militanti tedeschi sembrano sortire il loro effetto. Ai balli e canti degli antinuclearisti di Gorleben, risponde in Francia un’inattesa battuta d’arresto del treno dei veleni.

Allarmati dal suo carico, gli attivisti ribadiscono il loro “no” al Castor e ai suoi undici vagoni di rifiuti radioattivi, trattati dalla francese Areva.

“Si tratta soprattutto di dare visibilità alla nostra protesta – dice uno di loro -. La forma migliore sarebbe sedersi sulle rotaie e bloccare il treno. Se ci riusciremo bene. Altrimenti speriamo almeno di ritardarne la marcia. Quanto ci sta a cuore è anzitutto dare voce al nostro ‘no’: quei rifiuti non li vogliamo”.

Una sosta di rifornimento del treno a Remilly, in Mosella, pare sia intanto destinata a prolungarsi per ore. Le autorità starebbero da qui vagliando percorsi alternativi, per arrivare a destinazione aggirando i più accesi focolai della protesta.

Via Strasburgo o Forbach, sempre in Mosella, gli itinerari che al momento appaiono più accreditati. A suggerire il cambio di rotta, i violenti scontri che alla vigilia avevano rallentato il percorso del Castor e portato all’arresto di numerosi militanti.