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Egitto: piazza tranquilla, lunedì si vota

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Egitto: piazza tranquilla, lunedì si vota

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Calma apparente, forse provvisoria, forse solo assenza di provocazioni: difficile capire cosa stia accadendo in queste ore al Cairo, dopo il parziale ritiro della polizia, sostituita dall’esercito, e il negoziato notturno che ha messo fine alle violenze. Domani, nell’ultimo venerdì prima delle elezioni, si terrà una grande manifestazione per contestare un regime reo di non aver messo in pratica i cambiamenti promessi.

Poco contano, per questo, le legislative che si svolgeranno a partire da lunedì, come confermato in un appello lanciato dal Consiglio Militare:

“Dovremmo lavorare insieme. Se aderite a una manifestazione disturbate la vita quotidiana. Abbiamo bisogno di questo, ora? È il modo per ottenere lo scopo, cioè avere delle istituzioni costituzionali? No. E quindi, concentriamoci sul prossimo passo, che avrà inizio tra un paio di giorni, il 28 novembre”

Il fatto che a parlare sia stato un membro del Consiglio, il General-Maggiore el-Mallah, e non il leader, il Maresciallo Tantaoui, è per molti indice del fatto che sei giorni di proteste con 35 morti e centinaia di feriti sono ormai costati al presidente di fatto livelli di impopolarità riconosciuti anche in seno alla giunta militare.

Le elezioni di lunedì si svolgeranno nell’arco di sei mesi, e questo porta le opposizioni a non dare molto credito alle novità portate dal momento elettorale.