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Bahrain, commissione conferma brutalità e torture

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Bahrain, commissione conferma brutalità e torture

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Le forze di sicurezza del Bahrain hanno ecceduto con la violenza nel reprimere le proteste scoppiate all’inizio dell’anno. La commissione incaricata dal re di indagare sulle numerose denunce di violazioni dei diritti umani ha consegnato il suo rapporto, confermando episodi di brutalità e confessioni estorte sotto tortura.

Il presidente della commissione, un giurista di origine egiziana-statunitense, ha parlato di cinque prigionieri torturati fino alla morte. “Le pratiche utilizzate dagli agenti – ha affermato – sono considerate tortura sia dal diritto internazionale che dalle leggi del Bahrain”.

Il rapporto fa un bilancio di 35 vittime nelle proteste scoppiate tra febbraio e marzo. Il re, Hamad ben Issa al Khalifa, ha assicurato che i responsabili di crimini saranno puniti e dimessi dalla polizia. Ha inoltre annunciato modifiche del codice penale del regno.

Per i militanti per i diritti umani, è un successo soltanto parziale. Molti ritengono che le violenze contro i manifestanti non fossero casi isolati, ma sistematiche e ordinate dall’alto.