ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Iran: "L'Occidente ha diverse opzioni prima di pensare alla guerra"


Iran

Iran: "L'Occidente ha diverse opzioni prima di pensare alla guerra"

Poco prima della pubblicazione del rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, si è verificata una serie di eventi relativi all’Iran: dalle
accuse su un complotto iraniano per uccidere l’ambasciatore saudita, alla strana esplosione in un campo delle Guardie della Rivoluzione, in Iran. Nello stesso tempo si amplificano le voci di un possibile attacco militare isaeliano ai siti nucleari iraniani. Il contenuto del rapporto, invece, ha deluso molte delle aspettative.
 
Ne parliamo con Reza Taghizade, esperto in materia di programma nucleare iraniano, in collegamento dalla Scozia.
 
Babak Kamiar, euronews:
“Signor Taghizade, cosa ne pensa del rapporto dell’AIEA e della risoluzione adottata dal Board dell’Agenzia nucleare? La possiamo considerare una vittoria per il governo iraniano?”
 
Reza Taghizade, esperto in materia di programma nucleare iraniano:
“Per niente. La rabbia del rappresentante iraniano per quella risoluzione è indicativa di una reazione negativa dell’Iran al contenuto di quella risoluzione.
Nello stesso tempo, il presidente degli Stati Uniti e gli inviati americani hanno salutato con favore l’adozione di una risoluzione del genere. L’adozione di quella risoluzione dimostra che i Paesi del 5+1 sono co-ordinati nel loro approccio politico ed economico, o su qualunque altro approccio futuro”.
 
euronews:
“Ma i rappresentanti iraniani dicono che la procedura
attraverso la quale è stato presentato il rapporto del Direttore Generale rappresenta un ‘errore storico’
e dicono che abbia violato le regole dell’agenzia
rivelando alcune delle informazioni confidenziali fornite dall’Iran”.
 
Reza Taghizade:
“Non possiamo negare l’approccio particolare adottato questa volta dall’AIEA, sottolineato anche dal Ministro degli Esteri iraniano, ma è particolare anche la situazione dell’Iran tra i membri dell’Agenzia. L’approccio dell’AIEA, con la pubblicazione di documenti sulle attività segrete, è il risultato del modo in cui si è comportato l’Iran”.
 
euronews:
“Signor Taghizade, fino a che punto l’Occidente resta legato a una linea politica di dialogo invece che a misure come l’intervento militare? L’esperienza degli anni recenti dimostra che le potenze mondiali non hanno esitato ad adottare l’opzione militare quando i loro interessi andavano in questo senso”.
 
Reza Taghizade:
“Su questo non concordo con Lei. Esitano, quando si tratta di azioni militari, ma l’Occidente e la comunità internazionale hanno comunque delle possibilità che possono essere sfruttate prima di impegnarsi in una guerra. Misure come, per esempio, le sanzioni alla Banca Centrale Iraniana. In ogni caso mi pare che gli iraniani non siano disponibili ad abbandonare l’approccio attuale al nucleare: non finché non avranno l’impressione che il rischio di un approccio militare sia concreto”.
 
euronews:
“Quindi pensa che, se gli iraniani percepissero un rischio reale di un attacco militare, sarebbero pronti a un cambiamento di rilievo nelle loro politiche?”
 
Reza Taghizade:
“Bisogna vedere se i politici iraniani dimostreranno coerenza. Secondo me, al momento, non c‘è molta coesione. Quelli che guardano a destra, nello spettro politico iraniano, in particolare i militari, potrebbero persino guardare con favore a un attacco militare straniero, perché questo darebbe loro più presa sulla società. Ma quelli che stanno al centro del panorama politico iraniano hanno piuttosto interesse a una soluzione per uscire da questo stallo, solo che non hanno potere, e non pare che nelle prossime settimane o mesi possano riuscire a spuntarla, su questo”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo

mondo

Omicidi del kebab: Berlino commemora le vittime