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I manifestanti di piazza Tahrir cantano vittoria


Egitto

I manifestanti di piazza Tahrir cantano vittoria

L’Egitto a una nuova svolta, sospinto verso la democrazia dalla protesta a oltranza di piazza Tahrir.

I manifestanti cantano vittoria, sembrano aver ottenuto soddisfazione dalla giunta militare che ha promesso di rispettare gli obiettivi della rivoluzione.

Ma non basta: vogliono il potere in mano ai civili e che ai comandi non ci sia più nessun uomo dell’era Mubarak.

Nell’opposizione, come in febbraio, emerge il ruolo delle donne:

“Vogliamo le elezioni, vogliamo l’intero processo elettorale”, ha detto l’attivista Sally Sami, ex militante di Amnesty international, “Crediamo che questo sia il modo pacifico per il trasferimento dei poteri dai militari ai civili. È necessario un governo accettato da noi tutti, che abbia l’autorità sufficiente per guidare il paese. Il governo che ha rassegnato le dimissioni non aveva autorità alcuna”.

Insieme alla folla la prima donna candidata alla presidenza. Bothaina Kamel ha fatto lo sciopero della fame per il rilascio degli arrestati e chiede a gran voce che i militari se ne vadano:

“Uccidono i nostri ragazzi, che vogliono solo la libertà. Siamo stati molto ingenui a dare il potere a un’estensione del regime di Mubarak”.

Il grido è unanime: via i responsabili della repressione che solo negli ultimi giorni ha causato decine di morti e più di millesettecento feriti.

In 10 mesi i militari hanno perso la fiducia conquistata tra i giovani proteggendo la rivolta contro il vecchio regime.

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