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Egitto: proseguono gli scontri al Cairo

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Egitto: proseguono gli scontri al Cairo

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La battaglia riprende alle prime ore del mattino al Cairo: sassi e molotov da una parte, manganelli e lacrimogeni dall’altra. Nonostante un bilancio salito a 33 morti tra sabato e ieri, alcune centinaia di persone hanno passato la notte nella centrale Piazza Tahrir, simbolo della rivolta che in febbraio portò alla caduta di Hosni Mubarak.

I manifestanti sono delusi dal passo lento delle riforme e dalla repressione attuata dal regime militare:

“Vogliamo tre cose: primo, la riforma della Costituzione; secondo, le dimissioni del Governo; terzo, vogliamo uno Stato civile e democratico”

Preso di mira dalla contestazione è soprattutto il Consiglio Militare, guidato dal Maresciallo Tantaoui, per vent’anni Ministro della Difesa sotto Mubarak.

Le proteste hanno spinto il governo, guidato da civili, alle dimissioni, che vengono ora valutate dal Consiglio Militare. In ballo ci sono anche le elezioni, previste per il 28 novembre. Data per ora confermata, ma il clima non sembra dei migliori.

La protesta, benché ancora lontana dalle folle oceaniche di febbraio, torna ad estendersi: scontri anche ad Alessandria e Ismailia. Per oggi, sono stati lanciati appelli a una grande mobilitazione. Non vi parteciperanno i Fratelli Musulmani, la forza politica meglio organizzata nel Paese.