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Arancione o sbiadita? La rivoluzione ucraina 7 anni dopo

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Arancione o sbiadita? La rivoluzione ucraina 7 anni dopo

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Il 22 novembre 2004, in Ucraina, iniziano le proteste poi passate alla storia come “Rivoluzione arancione”. Allora privato della vittoria con l’accusa di frode, Viktor Yanukovich è oggi presidente. L’eroina dei manifestanti, Yulia Timoshenko, è invece in carcere.

Bandiera della Rivoluzione, l’ex presidente Viktor Ioutchenko rifiuta però di parlare di fallimento.

“Nei cinque anni successivi alla Rivoluzione, – dice oggi al corrispondente di euronews, Sergio Cantone – il Paese è molto cambiato. Si è iniziato a coltivare un maggiore rispetto per i valori nazionali che ci uniscono. La Rivoluzione arancione è stato il primo evento a cui dobbiamo la diffusione del rispetto della libertà di scelta. Perché mai non dovrei esserne orgoglioso? Non capisco perché si parli di sconfitta”.

Merito della Rivoluzione arancione è secondo Ioutchenko di aver messo in moto un processo ormai inarrestabile. “Una volta che ci si è battuti perché la popolazione faccia l’esperienza della libertà – spiega – si è raggiunto un traguardo che nessuno potrà mai cancellare. La democrazia non viene concessa dall’alto. Una volta ottenuta, la democrazia mette radici. Ed è quanto è accaduto in Ucraina grazie alla Rivoluzione arancione”.

In molti sono oggi tornati sui luoghi di quel 22 novembre, per celebrarne il settimo anniversario. Ma per farlo hanno dovuto sfidare il formale divieto delle autorità. Dimostrazione, secondo un analista unitosi alle manifestazioni, che molto resta ancora da fare.

“La rivoluzione è stato un tentativo di rendere le autorità più europee e più ucraine allo stesso tempo – dice Volodymyr Fesenko – . Obiettivi che non sono però stati raggiunti appieno. Per questo parlo di ‘rivoluzione incompiuta’. Quanto ancora manca sono delle riforme. O un’altra rivoluzione”.

Orfani di Yulia Timoshenko, i sostenitori della ex premier criticano oggi come politica la sentenza che l’ha condannata al carcere. Voci, che pur risonando ormai anche su scala internazionale, sono ancora ben lontane da fare una nuova rivoluzione.