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Cambogia: al via processo contro leader Khmer

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Cambogia: al via processo contro leader Khmer

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Alla sbarra i vertici dei Khmer rossi che dominarono la Cambogia negli anni ’70: il leader, Pol Pot, morì prima di poter essere processato, nel ’98.

Ma davanti al tribunale misto, cambogiano e delle Nazioni Unite, compare il numero due del regime, Nuon Chea, insieme all’ex Capo di Stato Khieu Samphan e all’ex ministro degli esteri, Ieng Sary.

Avrebbe dovuto esser presente anche Ieng Thirith, all’epoca Ministro per gli Affari sociali, ma una perizia medica ha stabilito che la 79enne non è in grado di assistere al processo. La donna potrebbe essere rilasciata tra poco, e questa notizia ha suscitato notevoli proteste e accuse di scarsa indipendenza rivolte al tribunale.

Accuse che il portavoce respinge: “Non prendiamo ordini da nessuno – dice – nè dal Governo, nè dalle Nazioni Unite, nè dalla società civile”

Il regime dei Khmer rossi causò la morte, secondo le stime più accreditate, di circa un milione settecentomila persone: uccise direttamente o morte di torture o di stenti. Crimini che gli accusati negano. Nel 1990 le autorità cambogiane chiesero l’aiuto dell’ONU per preparare un processo indipendente: dopo lunghi anni di negoziati, una Corte mista fu finalmente avviata nel 2006. Per poter processare leader ormai anziani, è stato deciso di non tenere un processo sull’insieme delle accuse, ma una serie di mini-processi.