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Spagna: vittoria schiacciante dei popolari, debacle socialista

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Spagna: vittoria schiacciante dei popolari, debacle socialista

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Un risultato storico per i due principali partiti spagnoli, anche se di segno opposto. Il partito popolare stravince le legislative, il partito socialista registra la sua più pesante sconfitta nella storia della Spagna democratica.
 
Il PP di Mariano Rajoy ottiene 186 seggi, la maggioranza assoluta alla Camera dei deputati, numeri mai visti prima. Finora il record dei popolari era quello realizzato nel 2000, con Josè Maria Aznar candidato alla presidenza del Consiglio. Allora il PP ottenne 183 deputati.
 
Mariano Rajoy, 56 anni, futuro primo ministro, dopo due tentativi falliti, ha promesso guerra alla crisi, pur ammettendo che “non ci saranno miracoli”.
 
Gli elettori hanno punito il partito socialista al potere dal 2004, il partito che ha gestito la crisi e ha assunto severe misure di austerità per ridurre debito e deficit. L’economia è ferma (per quest’anno si prevede una crescita di appena lo 0,8 per cento), la disoccupazione è al 22 per cento (cinque milioni di persone) e il debito spagnolo è sottoposto alle enormi pressioni dei mercati finanziari, con lo spread col bund alle stelle.
 
In questo contesto il partito socialista, che ha candidato il ministro degli Interni uscente Alfredo Perez Rubalcaba, tocca il minimo storico, 110 seggi, un risultato peggiore di quello segnato nel 2000 quando il Psoe conquistò 125 seggi.   
 
I delusi di sinistra al Psoe hanno preferito Izquierda Unida, che con lo slogan “ribellati”, ha pescato voti nel movimento degli “indignados”. IU  torna in parlamento con un gruppo proprio, grazie a 11 seggi. Nella Camera dei deputati attuale ha solo due rappresentanti.
 
Dopo diversi anni di assenza torna in parlamento anche la sinistra abertzale. Amaiur formerà un gruppo proprio grazie a sette seggi.
 
Anche l’UPyD ha raccolto i consensi dei delusi del Psoe. Unione, progresso e democrazia, guidato dall’ex dirigente socialista  Rosa Diez, passa da uno a cinque deputati.  
 
Il terzo partito del Paese è Convergenza e Unione: la coalizione di autonomisti catalani aumenta i consensi conquistando 16 seggi. Nel 2008 ne aveva ottenuti 11.
 
L’affluenza alle urne è stata più bassa rispetto a tre anni fa, ma consistente, ha votato circa il 71 per cento degli aventi diritto. 
 
Quasi 36 milioni di elettori sono stati chiamati a votare per eleggere 350 deputati e 208 senatori.  
Queste elezioni segnano anche l’uscita di scena di Josè Luis Rodriguez Zapatero, che ha deciso di chiudere la legislatura in anticipo (avrebbe dovuto concludersi nel marzo 2012) e di non candidarsi al parlamento. A 51 anni dunque il premier uscente lascia la politica attiva. 
 

 
Luisida De Ieso