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Spagna alle urne, popolari favoriti


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Spagna alle urne, popolari favoriti

Adiós, socialisti. Largo ai popolari.

Ci sono pochi dubbi che le elezioni di oggi in Spagna si concluderanno in questo modo: con l’uscita di scena del partito che ha governato negli ultimi otto anni e il ritorno al governo del centro-destra.

34 milioni d’elettori sono chiamati oggi a pronunciarsi su chi debba guidare il paese fuori da una crisi economica che ha prodotto cinque milioni di senza lavoro, per un tasso di disoccupazione al 21 e mezzo per cento.

Mariano Rajoy, il candidato dei popolari, delfino dell’ex premier José Maria Aznar, secondo i sondaggi dovrebbe poter contare su un 45-46 per cento delle preferenze, e 190 deputati su 350.

Per i socialisti, il premier Zapatero travolto dalla crisi cede il passo ad Alfredo Rubalcaba, ministro dell’interno nel governo uscente. Rubalcaba parte con un handicap di 15 punti.

In mezzo, gli Indignados. In mezzo, letteralmente, alla Spagna, in quella Puerta del Sol da dove è partito il movimento lo scorso maggio e dove sono tornati venerdì sera. Per loro, Pp o Psoe, poco cambia: scheda bianca o nulla, è la loro dichiarazione di voto. Sperano che un’impennata nelle astensioni dia più peso alle loro rivendicazioni.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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