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Libia: Saif al-Islam avrà un "processo equo"

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Libia: Saif al-Islam avrà un "processo equo"

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Aveva chiesto di essere ammazzato con una pallottola in testa, e invece avrà un “processo equo” come richiesto dalla comunità internazionale.

Saif al-Islam, il figlio di Muhammar Gheddafi catturato nella notte fra venerdì e sabato, nega in una registrazione audio diffusa dalle agenzie di avere avuto contatti con il procuratore della Corte Penale internazionale Luis-Moreno Ocampo.

La Cpi vorrebbe processarlo per crimini contro l’umanità, i libici vogliono giudicarlo in casa.

“Sarà trattato come un essere umano, con rispetto – ha detto il primo ministro -. È stato trattato in questo modo finora e potete star sicuri che continuerà a esserlo, avrà il suo processo e sarà giudicato secondo giustizia e nel modo adeguato”.

Anche la popolazione, che ha festeggiato la cattura dell’ultimo dei figli del Raìs ancora in fuga, vorrebbe vederlo alla sbarra in Libia, dove sarebbe condannato con ogni probabilità alla pena capitale.

Il procuratore della Corte dell’Aja ha annunciato il suo arrivo a Tripoli in settimana per discutere la questione.