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Egitto: proteste in tutto il Paese, ancora vittime

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Egitto: proteste in tutto il Paese, ancora vittime

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Continua il braccio di ferro tra manifestanti e polizia al Cairo, mentre la protesta dilaga in altre città. Nel tardo pomeriggio le forze dell’ordine sono riuscite a sgomberare piazza Tahrir solo per pochi minuti, con un massiccio intervento che ha provocato almeno 11 morti e centinaia di feriti.

55 persone sono state arrestate. Tra loro ci sarebbe anche l’unica donna candidata alle presidenziali, la giornalista Butaina Kamel. Suo marito, il ministro della cultura Emad Abou Ghazi, si sarebbe dimesso per protesta contro la repressione.

In una riunione d’emergenza congiunta col Consiglio Supremo delle Forze Armate, il governo ha ribadito l’impegno a far svolgere le elezioni legislative a partire dal 28 novembre e fino a marzo.

I manifestanti chiedono che subito i militari cedano il potere a un governo civile, anziché attendere le elezioni presidenziali, previste tra oltre un anno.

Scontri si sono verificati di nuovo ad Alessandria, ai funerali del giovane ucciso sabato. Altri cortei a Ismailia e a Suez, dove i militari hanno sparato in aria per disperdere la folla, all’indomani di proteste analoghe. Manifestazioni anche nel centro del paese, a Qena e Assiout.