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Saif al-Islam, il Gheddafi dai due volti

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Saif al-Islam, il Gheddafi dai due volti

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Il Gheddafi dai due volti. Saif al-Islam, per anni considerato il figlio moderato, colto e filantropo del dittatore libico, si era trasformato nel combattente che incitava i lealisti a reprimere ogni ribellione. Come aveva fatto l’ultima volta che è comparso in pubblico nell’agosto scorso.

Laureato a Londra, dove possiede un appartamento da 12 milioni di euro, presidente di una fondazione dedicata ai diritti umani e alla libertà di stampa, aveva dato un contributo decisivo all’uscita del suo Paese dall’isolamento internazionale; negoziando il fermo dei programmi per le armi nucleari e chimiche che portò alla fine delle sanzioni contro la Libia.

Venne attribuito a lui anche il merito della liberazione, da parte della giustizia britannica, di Abdel al Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie e rientrato a Tripoli come un eroe.

Ma quando il potere del padre e le sue speranze di successione sono entrati in crisi, Saif si è trasformato nel guerriero che non s’arrende.