ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Elezioni in Spagna: popolari pronti a chiudere era Zapatero

Lettura in corso:

Elezioni in Spagna: popolari pronti a chiudere era Zapatero

Dimensioni di testo Aa Aa

Le elezioni politiche spagnole di domenica prossima sanciranno il ritorno della destra al potere dopo otto anni: l’unico dubbio che – stando ai sondaggi – è ancora lecito nutrire è se Mariano Rajoy, candidato premier per la terza volta, potrà governare con una maggioranza assoluta o sarà viceversa costretto a una coalizione.

“È importante ridare al nostro Paese il profilo mondiale che ha perduto – il messaggio di Rajoy nell’ultimo giorno di campagna elettorale – di una potenza che crea lavoro, di una nazione forte che era considerata nel mondo e alla quale nessuno poteva dire cosa fare”.

I quasi 16 punti di distacco – secondo i sondaggi – rendono improbabile un terzo mandato socialista, con il governo – e di riflesso il partito – affossati da un quadriennio di crisi economica i cui effetti peggiori si sono avuti proprio nell’ultimo anno di José Luis Rodriguez Zapatero. Neanche la virtuale sconfitta del terrorismo basco dell’Eta è valsa a riequilibrare la bilancia a favore di Alfredo Perez Rubalcaba già parla da leader dell’opposizione:

“Quando c‘è la crisi, quando la gente se la passa male, quando c‘è incertezza, quando ci sono molti cittadini che hanno perso il lavoro, quando ci sono genitori che pensano che i figli vivranno peggio di loro e ciò che è più grave, figli che pensano di dover vivere peggio dei loro padri, non si può pretendere di essere Primo Ministro senza dire al Paese cosa si farà”.

La Spagna ha di fronte a sé le politiche di austerità imposte dai mercati. Lo sanno gli indignati di Puerta del Sol che invitano gli elettori ad andare in banca e consegnare allo sportello una scheda col nome del presidente di un istituto di credito.