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Polonia: neogoverno per un'austerity preventiva

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Polonia: neogoverno per un'austerity preventiva

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Il secondo governo Tusk si insedia a Varsavia, presenta il suo staff riconfermato e un programma al’insegna di un’austerity preventiva.

La coalizione tra liberali e partito dei contadini, la stessa degli ultimi quattro anni, attende ora la fiducia del Parlamento per dare il via a tagli e misure di rigore annunciati dal premier:

“Dal 2013 ci sarà un aumento graduale dell’età pensionabile a 67 anni e un adeguamento in questo senso dell’età delle donne in linea con quella degli uomini. Cercheremo di farlo in maniera morbida, ma temo che sarà doloroso comunque”.

Obiettivo: sostenere la crescita del paese e soprattutto proteggerlo dalla crisi della zona euro, di cui peraltro la Polonia non fa parte.

“Questo è il nodo centrale del dilemma polacco”, dice ai microfoni di euronews Piotr Maciej Kaczyński del Centro per gl istudi politici europei, “è fuori dalla zona euro e vuole essere al centro dell’integrazione europea. Non è qualcosa che può essere facilmente superato. L’unico modo per superare questo dilemma, per essere al centro dell’integrazione europea è, secondo il Primo ministro, avere uno Stato forte”.

Il paese ha visto un incremento del 15,4% del Pil negli ultimi tre anni contro lo 0,4% dei Ventisette.

Tusk intende portare il deficit pubblico sotto il 3 per cento nel 2013 e all’1 per cento entro il 2015.