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Per l'Europa non è più tempo di attese, Draghi esorta ad agire in fretta

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Per l'Europa non è più tempo di attese, Draghi esorta ad agire in fretta

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Credibilità e indipendenza della Banca Centrale Europea nella corsa al sostegno delle economie europee, attraverso il fondo salva stati. È la scossa che il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi lancia da Francoforte ai governi dei Paesi europei in crisi.

Il numero uno dell’istituto prevede un indebolimento delle economie avanzate.

Mario Draghi: “Sono passati quattro mesi dal vertice in cui venne deciso di rendere disponibile tutte le risorse del Fesf e quattro settimane dal vertice in cui è stato deciso di usare la leva finanziaria per quadruplicare o quintuplicare le risorse, nel quale si è dichiarato pienamente operativo il Fesf. A che punto siamo con l’applicazione di queste decisioni?”

Per la stabiltà della zona euro Mario Draghi chiede di passare velocemente dalle parole ai fatti attuando una governance economica. L’obiettivo resta l’aggiustamento dei conti pubblici degli stati e le riforme strutturali delle loro economie.

Con il suo interveto ha rinnovato un secco no alla richiesta dei governi dell’eurozona di continuare ad acquistare titoli di debito sovrano dei Paesi in crisi.

Dal mese di luglio la BCE è, infatti, passata dai 74 miliardi di titoli in portafoglio ai 178 miliardi di euro, fino alla scorsa settimana.

Tra le misure di gestione della crisi Draghi ha annunciato un possibile ribasso dei tassi di interesse per il prossimo mese, attualmente all’1,25%