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Siria: la Lega araba intima la fine delle violenze

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Siria: la Lega araba intima la fine delle violenze

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Turchia e Lega Araba dicono no a interventi stranieri in Siria, malgrado la recente escalation di violenze e il fallimento del piano per la pace.

Ma Damasco, hanno intimato i ministri degli esteri arabi al summit in Marocco, deve fermare subito la repressione che in 8 mesi di protesta ha fatto migliaia di morti.

“Ciò che accade in Siria è negativo per noi tutti”, commenta Hamid Bin Jassim, ministro degli esteri del Qatar, “non possiamo accettare che i civili vengano uccisi come sappiamo. Ci stiamo muovendo per interrompere questo spargimento di sangue”.

Il paese intanto è messo a ferro e a fuoco dai campi avversi, con decine di altre vittime nelle ultime ventiquattr’ore.

I lealisti hanno attaccato di nuovo diverse sedi diplomatiche per protestare contro la decisione della Lega Araba di sospendere l’adesione della Siria.

Al contrattacco, i militari dissidenti organizzati nell’esercito siriano libero hanno distrutto una colonna di blindati nel villaggio di Maar Shimareen.

Hanno rivendicato anche l’attacco a un centro dei servizi segreti nei pressi della capitale e annunciato la creazione di un consiglio militare provvisorio.

Unica concessione ufficiale al piano di pace della Lega da parte del presidente Bashar al Assad, il rilascio di un altro migliaio di manifestanti, dopo gli oltre 500 di inizio novembre.