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Movember: come li porti i baffi?


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Movember: come li porti i baffi?

Siamo a metà novembre, è il momento in cui migliaia di baffi di beneficenza cominciano, davvero, a prendere forma.
 
Per chi non ne avesse ancora mai sentito parlare, MOVEMBER (un gioco di parole fra i due termini inglesi Move e November) è il momento dell’anno in cui migliaia di uomini mettono da parte il rasoio per far crescere, insieme alla pelosità facciale, una maggiore consapevolezza sui problemi della salute maschile, il tutto raccogliendo fondi per la ricerca sul cancro alla prostata o altre malattie prettamente maschili. L’idea è partita dall’Australia, nel 2003, quando, per la giusta causa, alcune decine di giovanotti hanno deciso di resuscitare una vecchia moda.
 
Da allora il movimento si è diffuso in tutto il mondo e Fondazioni Movember, ufficiali o ufficiose, sono ormai presenti in diversi paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada e in molti altri posti.
 
Dal 2003 il sito ufficiale di Movember ha raccolto non meno di 124 milioni di euro e il movimento sembra crescere in fretta. Fra il 2009 e il 2010 i partecipanti all’iniziativa sono raddoppiati. Circa mezzo milione di persone, quasi tutti uomini, per ovvie ragioni, ha preso parte l’anno scorso alle azioni benefiche, unendosi ad altri gruppi analoghi, come Tacheback, che raccoglie fondi contro il tumore ai testicoli. Esiste anche un altro movimento, “No shave November” che, come indica il nome, richiede non solo di farsi crescere i baffi, ma anche la barba.
 
Ecco spiegato perché, forse, nelle ultime settimane, avete visto in giro così tanti uomini non rasati. Il bello è poi che si può scegliere fra tanti modi diversi di farsi crescere i baffi. Ma sapreste distinguere una forma  all’Ungherese da una a ferro di cavallo, una a manubrio da una alla Fu Manchu?
 
Vi aiutiamo noi a colmare questa lacuna nella vostra cultura generale.
 
La forma CHEVRON è un classico. Forte, solido, non è certo un baffo di gala ed è facile da far crescere per un debuttante. Basta pensare all’attore Tom Selleck, che ne ha fatto il marchio di fabbrica del proprio viso.


 
Il baffo all’UNGHERESE, o da tricheco, è grande, fornito, opulento, tanto da arrivare, in certi casi, a ricoprire le labbra. Il giocatore di cricket australiano Merv Hughes è forse il più puro rappresentante di questo stile baffesco nel mondo dello sport, ma anche l’universo della politica consta di esempi famosi, come Josip Broz Stalin o, più di recente, Lech Walesa.


 
La forma a MANUBRIO ha bisogno di prodotti specifici per venire davvero bene. Folto al centro, affusolato ai lati e con le punte in alto, imperiale, alla Francesco Giuseppe. È portato alla perfezione dalla star del baseball Rollie Fingers, le cui pelosità non hanno bisogno di pomate per arricciarsi, si incurvano naturalmente.


 
Per il FERRO DI CAVALLO il nome dice già tutto. È come un pizzetto ma senza la parte centrale sul mento. Questi baffi possono essere sottili o spessi. L’asso del Wrestling Hulk Hogan li ha resi famosi e anche Ben Stiller se li fece crescere per interpretare il suo personaggio in “Dodgeball, Palle al balzo”.


 
Lo stile chiamato FU MANCHU ricorda il ferro di cavallo, ma le punte, sottili, devono scendere e pendere oltre il profilo del mento. Sconsigliato ai debuttanti, ha il pregio di darvi un’aria da campione di kung fu. Il nome deriva dal genio del crimine nato dalla penna di Sax Rohmer nel 1912.


 
Il taglio alla DALÌ. Non avete bisogno di essere pazzi per farvi crescere questo tipo di baffi, ma certo avere un problema psichiatrico può aiutare. Richiede molta attenzione e cura. Deve partire in modo molto sottile dal labbro superiore per poi estendersi verso l’alto agli angoli della bocca. Si ispira al maestro Salvador Dalì che, del resto, era solito dire: “Per un uomo, non avere i baffi, è come essere seminudo”.


 
La forma a SPAZZOLINO richiede solo qualche centimetro di peli, a coprire lo spazio fra le narici e il labbro superiore. Fa una specie di quadratino fra il naso e la bocca. Charlie Chaplin lo ha reso famoso e Hitler odioso.


 
Per finire, il baffo a MATITA sta bene soprattutto a chi ha un viso tondeggiante. Deve essere davvero sottile e quindi ha bisogno di molta manutenzione. Per farvi un’idea, pensate alle vecchie star di Hollywood Errol Flynn e Guy Williams (l’indimenticabile Zorro in bianco e nero della serie tv Disney).

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