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New York: dopo lo sgombero gli indignati riprendono la protesta

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New York: dopo lo sgombero gli indignati riprendono la protesta

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A New York la protesta si sposta ma non si ferma. Dopo lo sgombero di Zuccotti Park, gli indignati statunitensi si sono traferiti in un altro spazio pubblico, sempre nel sud dell’isola di Manhattan. La loro richiesta, da due mesi a questa parte è la stessa: più giustizia, più uguaglianza e meno finanza. E le persone presenti denunciano l’aggressione subita nella notte dalla polizia.

“E’ disorientante e demoralizzante. Penso – dice una ragazza – sia un duro colpo ma il fatto che questo movimento ne abbia acceso uno nazionale e uno internazionale dimostra che ciò è avvertito come una necessità, un desiderio e una cosa da fare con tempestività”.

“Questo – aggiunge un ragazzo – per il movimento è come Ground Zero. Se potessimo esserne sbattuti fuori facilmente, sarebbe come dimostrare la nostra debolezza”.

Nella notte tra lunedì e martedì gli agenti delle forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, sono intervenuti contro i manifestanti, costringendoli a togliere le tende. Almeno 145 le persone arrestate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. E il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, ha spiegato che ‘i manifestanti hanno avuto due mesi per occupare il parco con tende e sacchi a pelo. Ora dovranno occupare lo spazio con la forza degli argomenti’.

Gli indignati sono in piazza dallo scorso 17 settembre e la loro protesta contro Wall Street si è estesa anche ad altre città degli Stati Uniti. Per

giovedì hanno in programma una nuova manifestazione: il loro obiettivo è far chiudere per una giornata la Borsa di New York.