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Riuscirà Monti a salvare l'Italia?

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Riuscirà Monti a salvare l'Italia?

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La domanda del giorno è: riuscirà Mario Monti a salvare l’Italia? Il suo governo è ancora in formazione, ma le aspettative sono altissime. C‘è in gioco non solo l’uscita del Paese dalla crisi del debito, ma una complessiva ripresa sociale e politica della Nazione.

“C‘è un interesse convergente in Italia e fuori perché questo governo abbia successo – afferma Paolo Magri, direttore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) -. Le competenze ci sono tutte, quindi si può essere ottimisti”.

Secondo lei quali sono i primi provvedimenti che questo governo deve prendere?

“Saranno quelli economici, sarà la conferma sulle pensioni, saranno interventi sullo sviluppo e interventi per il debito pubblico e quindi o patrimoniale o altre forme di questo tipo”.

Il nuovo governo è atteso entro la fine di questa settimana. L’Italia ha bisogno di un’iniezione di fiducia.

Per parlare della situazione politica italiana ci siamo collegati, a Roma, con Luigi Spinola, giornalista e analista politico.

Giovanni Magi, euronews: La reazione dei mercati all’incarico a Mario Monti è interlocutoria. Cosa occorre per riconquistare la fiducia della finanza internazionale?

Luigi Spinola:

“La reazione dei mercati è interlocutoria perché è interlocutoria la situazione politica italiana, nel senso che i mercati già a fine settimana hanno preventivamente ben accolto la prospettiva di un cambiamento politico, ovvero la fine di un governo molto indebolito come era quello di Berlusconi; e l’ipotesi della formazione di un nuovo governo guidato da un tecnico molto stimato come Mario Monti e soprattutto l’ipotesi di una larga maggioranza favorevole a riforme che sono quelle poi in qualche modo condivise e scelte assieme all’Unione europea. E adesso i mercati aspettano. L’incarico a Monti è stato sicuramente un primo passo importante: i mercati aspettano di vedere il seguito, di vedere realizzate quelle promesse. Questo non vuol dire semplicemente fare un governo il più presto possibile, è vero che c‘è l’emergenza, ma l’importante è che il governo nasca anche solido e con prospettive di lunga vita. E per questo, oltre a una lista di ministri, ci vuole anche un forte impegno, una forte assunzione di responsabilità del Pdl e del Pd.

euronews: Monti è in grado di salvare l’Italia, oppure il Paese è già oltre il punto di non ritorno?

Luigi Spinola:

“Io credo di si. Credo che la partita sia molto complicata e si gioca su due campi. Il primo è quello dell’opinione pubblica. Il popolo italiano, i cittadini sosterranno il piano cosiddetto di ‘lacrime e sangue’ e di riforme se sentiranno che queste riforme e questi sacrifici saranno condivisi da tutti. Quindi la parola d’ordine è ‘equità’ e sarà importante da questo punto di vista anche far sentire al cittadino dal punto di vista ancor più politico che economico che ci sarà un attacco ai privilegi della casta, delle elites, che verranno tagliati i costi della politica. Questo è un terreno. Il secondo è più complicato. perché Mario Monti dovrà tenere insieme una maggioranza nuova composta da due partiti che si fanno guerra sostanzialmente da quasi 20 anni. Non ci vuole un’alleanza per fare questo piano di riforme, per salvare l’Italia, ma sicuramente ci vuole innanzitutto una tregua e poi provare ad avviare un percorso abbastanza lungo, non troppo corto, insieme”.

euronews: Dunque una doppia sfida, da una parte fare accettare agli italiani misure impopolari, dall’altra mettere d’accordo la coalizione variegata che sostiene il governo…

Luigi Spinola:

“Si, questa è la doppia sfida. Ci vuole una sorta di circolo virtuoso che permetterà agli italiani di sostenere un piano anche molto duro ma soprattutto la scommessa, come dicevamo prima, sarà essenzialmente politica: e cioè provare, come ha detto molto chiaramente il presidente Napolitano ieri, a fare un governo di lungo periodo, un governo capace di completare la legislatura, non un semplice governo a tempo che prepari le elezioni politiche”.