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L'Europa inasprisce le sanzioni contro la Siria

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L'Europa inasprisce le sanzioni contro la Siria

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L’Unione europea taglia i prestiti al regime siriano. I ministri degli esteri europei hanno congelato centinaia di milioni di euro della Banca Europea degli Investimenti destinati alla Siria. Congelati anche i beni di altri diciotto funzionari considerati responsabili dei massacri di civili.

Secondo il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, è da escludere tuttavia un intervento militare come quello in Libia. “Non è all’ordine del giorno e non vogliamo che lo sia, ha dichiarato. Al contrario possiamo riflettere sul modo di proteggere la popolazione civile, anche attraverso l’invio di osservatori ad esempio delle Nazioni Unite”

Se le Nazioni Unite esitano, l’Europa cerca di far salire la pressione, inasprendo le sanzioni economiche. Le sanzioni colpiscono in tutto settantaquattro persone e diciannove società siriane. La decisione europea segue di pochi giorni la scelta della Lega Araba di sospendere la Siria.

Per questo membro dell’opposizione siriana a Bruxelles, l’Europa dovrebbe fare di piu’:

“Vogliamo che l’Unione europea faccia progressi concreti, dice Bassem Hatahet. “C‘è stato un passo importante da parte del governo turco. L’opposizione rappresentata dal Consiglio Nazionale siriano, è stata ricevuta dal ministro degli esteri turco Ahmet Davutoğlu e noi speriamo che l’Unione europea avanzi in questo senso, che riconosca il Consiglio Nazionale e che dialoghi con questi rappresentanti per arrivare ad una soluzione definitiva della crisi siriana”.

L’alto rappresentante per la politca esterea Catherine Ashton sarà a Mosca venerdi’ per negoziare con la Russia una posizione comune verso il regime siriano.