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Iran: Londra non esclude l'opzione militare

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Iran: Londra non esclude l'opzione militare

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Si sono svolti in Iran i funerali del generale dei Guardiani della Rivoluzione Hassan Moqaddam, definito dal regime uno degli ‘architetti’ del programma militare. Nell’esplosione, avvenuta due giorni fa in un deposito di munizioni, hanno perso la vita anche altri sedici pasdaran. La deflagrazione è stata talmente potente che è stata udita a Teheran, quarantacinque chilometri di distanza. Alle esequie era presente l’ayatollah Ali Khamenei leader religioso del Paese. Non è la prima volta che un deposito salta in aria e, secondo fonti di intelligence, dietro potrebbe esserci il Mossad, i servizi segreti israeliani. Il Regno Unito intanto non esclude l’opzione militare.

“Il report dell’Aiea – ribadisce il ministro degli Esteri britannico William Hague – ha confermato ciò che abbiamo sempre detto sull’Iran: che è in corso un programma per gli armamenti nucleari, che le attività in Iran non possono essere ricondotte a un semplice sviluppo pacifico dell’ energia nucleare. Non stiamo chiedendo o sostenendo un’azione militare. Ma allo stesso tempo, diciamo che tutte le opzioni devono rimanere sul tavolo”.

All’interno della base militare c’erano anche degli Shahab, missili a lungo raggio che possono raggiungere e colpire il territorio israeliano.