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Sud Sudan: condanna Onu al raid del Nord in campo profughi

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Sud Sudan: condanna Onu al raid del Nord in campo profughi

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Le Nazioni Unite accusano Karthoum di aver bombardato un campo profughi nel Sud Sudan, giovane stato nato dalla secessione il 9 luglio scorso.

E parlano di possibile crimine internazionale, chiedendo un’indagine ‘‘indipendente, approfondita e credibile’‘.

“Il 9 novembre”, ha dichiarato Hervé Ladsous, capo delle operazioni per il mantenimento della pace, “la missione Onu è stata informata dal governo del Sud Sudan che nove bombe sono state lanciate nelle zone di Bew Quaffa e Yafta nel Maban County, nello stato dell’Alto Nilo”.

Il Sudan per bocca del suo ambasciatore alle Nazioni Unite, Daffa-Alla Elhag Ali Osman, nega e anzi rilancia le accuse: “Rispettiamo in pieno la sovranità e l’integrità territoriale del Sud ma abbiamo tutto il diritto di respingere i ribelli che imbracciano le armi e cercano di creare instabilità al nord”.

Nel campo profughi di Yida, oltre 20 mila civili sfuggiti ai combattimenti continui che destabilizzano tutta l’area di frontiera. In ballo, questioni tribali e petrolifere.

Il Sudan accusa il vicino di dare appoggio ai ribelli ma per il presidente sud-sudanese, Salva Kiir, Khartoum cerca solo la guerra.