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Grecia: polemica sull'estrema destra al governo

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Grecia: polemica sull'estrema destra al governo

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La Grecia ha un nuovo governo incaricato di traghettare il paese fuori dagli abissi in cui è precipitato. Il compito è arduo e l’esecutivo di transizione è chiamato a una lotta contro il tempo. I ministeri sono una legione, 48 ricordano i giornali piu’ Papademos, il premier tecnocrate che ha preso il posto di Papandreu.

Sentiamo i commenti raccolti tra i passanti ad Atene: 

“I problemi sono sempre gli stessi, certo Papademos è una personalità stimata ma questo non vuol dire che riuscirà a risolvere i problemi della Grecia. A pagare sarà ancora una volta la gente comune” spiega con amarezza un signore anziano. Altre due voci meno pessimiste:

“Senta per quel poco che ho visto Papademos è una persona degna di rispetto. Se riuscirà a restituirci la speranza le cose potrebbero migliorare” dice una signora e un uomo di mezz’età si sofferma sulla lista dei ministri che non lo convince:
 
“Penso sia la persona giusta al posto giusto anche se credo che non abbia potuto scegliere liberamente i ministri del suo gabinetto. Tra loro c‘è gente che avrebbe dovuto restare fuori”
 
Lucas Papademos che in passato è stato vicepresidente della Banca Centrale Europea avrà al suo fianco al governo numerosi ministri socialisti, altri provenienti dal Nuova Democrazia, il partito conservatore che con Papandreu era all’opposizione. Ma a destare scalpore è l’entrata nel governo di alcuni esponenti di un partitino di estrema destra fondato da un ex colonnello golpista. Sono piu importanti i conti e le politiche rigoriste dettate da Bruxelles o i principi di uno stato democratico che ripudia la dittatura e i suoi eredi? Se lo chiedono in tanti in attesa del prossimo sciopero generale del 15 novembre